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Una diplomazia globale

· Le relazioni della Santa Sede nel contesto internazionale e la libertà della Chiesa in età contemporanea ·

Pubblichiamo oggi sul nostro quotidiano stralci della prolusione che l'arcivescovo segretario per i Rapporti con gli Stati Dominique Mamberti ha tenuto lo scorso 6 marzo a Milano, all’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell'ambito del convegno «Fede e Diplomazia: le relazioni internazionali della Santa Sede nell’età contemporanea».

«Il principale paradosso – scrive Mamberti – è che l’azione diplomatica pontificia sembra muoversi lungo linee tematiche astratte, ossia meramente al livello dei soli principi: coscienza e libertà religiosa, valori non negoziabili, educazione e carità. Eppure proprio queste questioni pongono problemi estremamente concreti, dai quali dipendono gli Stati stessi, la loro convivenza civile, l’avvenire dei figli, lo sviluppo economico, la pace tra i popoli. In tal senso, la diplomazia pontificia è davvero globale, non solo per l’estensione delle sue relazioni, quanto piuttosto per l’ampiezza dei temi che essa affronta e che riguardano tutta quanta la complessità della persona umana».

«Nell’azione diplomatica pontificia – conclude Mamberti – non è mai in gioco un mero equilibrio politico, sociale ed economico. Non si tratta mai di ricercare un compromesso in nome di un quieto vivere, dal quale si spera di ottenere il massimo vantaggio. Ciò che è in gioco è l’uomo, la sua sete di verità, "il suo anelito all’infinito" (Benedetto XVI, 10 agosto 2012)».

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