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Per una democrazia
che sappia sconfiggere la corruzione

· ​L’iniziativa avviata dalla Conferenza episcopale brasiliana ·

«La questione della riforma politica è molto grave», in quanto l’attuale sistema di finanziamento della campagna elettorale costituisce «la porta larga per la corruzione», anche perché «chi elargisce milioni per far eleggere alcuni candidati non lo fa certo gratuitamente». 

Parole estremamente chiare quelle con cui il vescovo ausiliare di Belo Horizonte e presidente della Commissione episcopale della pastorale per la cultura e l’istruzione, Joaquim Giovanni Mol Guimarães, è tornato a denunciare il fenomeno della corruzione, e della corruzione politica in particolare, quale fattore determinate di povertà e declino per l'intero Paese. Il presule — ne da conto il sito dell'episcopato brasiliano — nei giorni ha fatto il punto sul progetto di riforma politica, che tra i principali promotori vede proprio la Chiesa cattolica locale. Progetto che è ormai giunto allo sprint finale. Entro la fine del mese di febbraio, infatti, occorre presentare al Congresso nazionale almeno un milione e mezzo di firme per dare corso alla proposta di legge di iniziativa popolare. 

Monsignor Mol Guimarães ha rimarcato perciò l'importanza di incentivare in queste ultime settimane la raccolta di firme durante un incontro con il Consiglio episcopale pastorale, appuntamento che è stato l’occasione anche per prendere in considerazione diverse modalità per migliorare la raccolta delle adesioni e diffondere maggiormente l’iniziativa nelle diocesi e nelle regioni ecclesiastiche.

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08 dicembre 2019

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