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​Per una cultura di pace

· ​L’arcivescovo Gallagher in Giappone chiede l’impegno unanime della comunità internazionale ·

La «guerra mondiale a pezzi», per dirla con Papa Francesco, il terrorismo, le tante crisi internazionali con il loro carico di ingiustizie e le ingenti spese per le armi che soffocano il grido di poveri, chiedono una risposta adeguata, unanime e rapida. 

Particolare  del memoriale della pace  a Hiroshima

Con questa consapevolezza l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, ha lanciato una campagna mondiale per far passare l’idea che «la pace è frutto di un apporto complesso di cui è veicolo una cultura di pace». Proprio la «promozione di una cultura di pace» è stata l’essenza della lectio magistralis che il presule ha svolto giovedì 2 febbraio, dalla prestigiosa tribuna alla Sophia university di Tokyo, mentre si avvia alla conclusione il suo viaggio in Giappone iniziato il 27 gennaio.

«Guardando il quadro mondiale — ha affermato — il Papa ha introdotto l’espressione “guerra a pezzi” per cogliere tra i tanti possibili “perché” di un conflitto — interessi egoistici, povertà, mancato sviluppo, dominio territoriale, sfere di influenza — quello essenziale: la ricerca della pace domanda di ritornare alle basi fondamentali delle relazioni umane e quindi recuperare le basi sia dell’ordine interno alle nazioni sia di quello internazionale». 

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12 dicembre 2019

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