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​Una Chiesa vicina agli sfollati

· ​Il cardinale Sandri nell’Ucraina centro-orientale ·

Incontro, ascolto e condivisione hanno scandito le due giornate trascorse dal cardinale Leonardo Sandri, nelle regioni centro-orientali dell’Ucraina, quelle maggiormente interessate dal conflitto, dove la Chiesa greco-cattolica svolge un ruolo di primo piano nell’assistenza agli sfollati. Il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, in visita nel Paese, si è infatti recato giovedì 13 a Kharkiv, e venerdì 14 a Kramatorsk e a Sloviansk, riconquistate dopo l’occupazione del 2014 e molto vicine alle “zone grigie” del Donbass.

Nell’esarcato di Kharkiv il porporato è giunto nel giorno della festa dei santi apostoli secondo il calendario giuliano. In mattinata ha visitato il cantiere della cattedrale e partecipato alla divina liturgia per la dedicazione dell’altare e della chiesa nella cripta. Un rito suggestivo durante il quale , all’omelia, ha esortato a non «accettare il silenzio calato sul conflitto in Ucraina, sulle sofferenze che ha arrecato a decine di migliaia di persone». Quindi ha aggiunto: «non possiamo far finta di non vedere le vedove e gli orfani, i bambini che hanno difficile accesso alla prosecuzione degli studi e sono cresciuti udendo il tempo intervallato dai colpi di mortaio più che dai rintocchi delle campane, gli anziani che sopravvivono a stento, i giovani che sono chiamati alle armi: sul campo poi non muoiono i potenti di turno, ma coloro che sono la promessa e il futuro di una nazione». Da qui l’invito conclusivo: «Vogliamo la pace e vogliamo essere trovati pronti a percorrere il cammino della riconciliazione, che in quanto tale va percorso insieme e non da soli».

L’itinerario fra i luoghi del dolore e della solidarietà è proseguito venerdì 14 a Kramatorsk dove operano un avamposto della Caritas e il centro sociale Bdzhilka e a Sloviansk, dove la Chiesa cattolica gestisce l’unico centro gratuito di accompagnamento per i bambini che hanno subito traumi dovuti alla guerra.

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24 febbraio 2020

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