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Dalla fede alla cura
(e ritorno)

· ​L’esortazione «Amoris laetitia» ·

L’esortazione apostolica di Papa Francesco Amoris laetitia, “La gioia dell’amore”, è frutto di un’esemplare convergenza di collegialità episcopale, sinodalità dell’intero popolo di Dio ed esercizio del ministero petrino. 

Jean Guitton, «La Chiesa nel tempo del concilio» (1962)

Il collegio dei vescovi ha partecipato alla maturazione di quanto vi è espresso anzitutto attraverso un’amplissima consultazione, attuata mediante questionari inviati prima delle due assemblee sinodali, quella “straordinaria” dell’ottobre 2014 e quella “ordinaria” dell’ottobre 2015. Le risposte provenienti da tutto il mondo hanno coinvolto non solo i pastori delle Chiese diocesane e quelli impegnati a Roma nel servizio di diretta collaborazione al Successore di Pietro, ma anche molte istituzioni culturali, organismi pastorali e persone esperte della materia o desiderose di offrire il proprio contributo rispondendo all’invito delle diocesi e delle Conferenze episcopali.
La partecipazione alle assemblee sinodali dei vescovi eletti in rappresentanza di tutte le componenti della Catholica è stata caratterizzata da grande franchezza e ha conosciuto anche momenti in cui la diversità di approcci è parsa rallentare o perfino ostacolare il cammino: l’invito esplicito del Santo Padre a parlare sempre con assoluta libertà e responsabilità davanti a Dio e alla Chiesa, ha reso possibile una vivacità e intensità del cammino quale — a detta di molti — non si sperimentava dai tempi del concilio Vaticano ii. Lungi dal mostrare una Chiesa divisa fra “progressisti” e “conservatori”, come tanti “media” hanno voluto far credere, una tale ricchezza di apporti ha contribuito a far crescere la temperatura spirituale del cammino sinodale, rendendo possibile l’esperienza di una progressiva “diversità riconciliata”, frutto della comune volontà di obbedire al Signore e di leggere i segni dei tempi nella luce della Sua Parola.
Quest’esercizio di collegialità episcopale è stato un’esperienza viva e arricchente di quell’ecclesiologia di comunione, che ha trovato il suo manifesto nel discorso tenuto da Francesco il 17 ottobre 2015 in occasione della celebrazione dei cinquant’anni dell’istituzione del sinodo. In esso, tra l’altro, il Papa ha detto: «Il mondo in cui viviamo, e che siamo chiamati ad amare e servire anche nelle sue contraddizioni, esige dalla Chiesa il potenziamento delle sinergie in tutti gli ambiti della sua missione». E ha aggiunto:«Qui il sinodo dei vescovi, rappresentando l’episcopato cattolico, diventa espressione della collegialità episcopale all’interno di una Chiesa tutta sinodale».

di Bruno Forte

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12 dicembre 2017

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