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In cerca di giustizia

· Emarginati, disoccupati, infanzia al centro dei lavori della Conferenza episcopale canadese ·

La salvaguardia del creato e la necessità della presenza di milieux sécuritaires nella Chiesa che garantiscano risposte pronte ed efficaci, come nel caso degli abusi sui minori: sono solo due delle preoccupazioni, condivise con Papa Francesco, su cui stanno dibattendo i presuli canadesi riuniti in assemblea plenaria a Cornwall, in provincia di Ontario. Riunione che ha portato fra l’altro all’elezione del vescovo di Hamilton, David Douglas Crosby, a nuovo presidente della Conferenza episcopale.

Nella sua relazione introduttiva, il presidente uscente, Paul-André Durocher, arcivescovo di Gatineau, ha messo in collegamento la spiritualità tradizionale autoctona (le locali comunità indigene sono state al centro di uno specifico rapporto della Commissione verità e riconciliazione) con il rispetto per l’ambiente, argomento affrontato da Francesco nella Laudato si’. A Cornwall i vescovi studieranno l’enciclica e «questo nuovo sviluppo della dottrina sociale della Chiesa che stimola a comprendere le interrelazioni fra ecologia fisica ed ecologia umana». I presuli rivedranno poi, ventitré anni dopo la sua pubblicazione, il documento De la souffrance à l’espérance (sui casi di aggressione sessuale nella Chiesa), proprio perché — ha sottolineato monsignor Gatineau — «questa preoccupazione del Papa è anche la nostra».

Ma è con il documento «Una Chiesa in cerca di giustizia. Papa Francesco interpella la Chiesa in Canada», diffuso recentemente, che la Conferenza episcopale ha invitato a riflettere sulla sfida lanciata dal Pontefice e avviare una discussione sul modo in cui il suo magistero in tema di giustizia interroga il Paese. Venti pagine accompagnate da numerose schede riassuntive che illustrano vari aspetti della realtà canadese, dalle sofferenze delle comunità autoctone all’accoglienza dei migranti e dei lavoratori stranieri, dalla recente sentenza della Corte suprema sul suicidio assistito alla disparità di trattamento salariale e alla disoccupazione giovanile, fino alla vendita di armi, alle società minerarie canadesi all’estero, alla povertà, alla disuguaglianza, alla solidarietà.

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06 dicembre 2019

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