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Una casa comune
per l’America

· Omaggio alla Vergine di Guadalupe ·

Nell’ambito del pellegrinaggio-incontro svoltosi nei giorni scorsi presso il santuario di Nostra Signora di Guadalupe, a Città del Messico, il cardinale prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l’America latina — che ha promosso l’iniziativa con la collaborazione dei Cavalieri di Colombo e dell’Istituto superiore di studi guadalupani — ha tenuto la meditazione della quale pubblichiamo un ampio stralcio.

di Marc Ouellet

«L’America, che storicamente è stata ed è crogiolo di popoli, ha riconosciuto nel volto meticcio della Vergine di Tepeyac, “in Santa 

Maria di Guadalupe, un grande esempio di evangelizzazione perfettamente inculturata”. Per questo, non solo al Centro e al Sud, ma anche nel Nord del Continente, la Vergine di Guadalupe è venerata come Regina di tutta l’America» (Ecclesia in America, 11).

Salute a te, o nostra regina!

Noi t’imploriamo di visitarci ancora per illuminare la strada dell’evangelizzazione nella nostra epoca dimentica di Dio, poiché tu sei la memoria vivente delle sue grazie, la stella polare nel firmamento delle sue meraviglie. La tua grande apparizione in questo luogo all’alba della prima evangelizzazione è stata il preludio d’una sinfonia di manifestazioni sull’intero continente, da Santa Maria Antigua a Panama fino a Nostra Signora di Luján in Argentina, da Notre-Dame du Cap in Canada fino a Nostra Signora di Aparecida in Brasile, in ogni nazione e diocesi tu ti sei resa presente e operante grazie alla fede viva del popolo di Dio.

Ovunque tu sei regina, regina del cielo e regina della terra, regina degli apostoli e dei loro successori, tu sostieni la fede del popolo di Dio con il tuo “sì” sempre presente che sostiene nell’intimo ogni nostro sì alla parola di Dio. Inseparabile dallo Spirito Santo tu sempre accompagni con la tua fede la parola divina incarnata, la parola celebrata e messa in pratica da ogni battezzato. In ogni Eucaristia la tua tenerezza materna avvolge tutta l’assemblea e la unisce ineffabilmente alla divina comunione.

Madre sovrana, tesoriera delle grazie divine che si effondono dal fianco trafitto di tuo Figlio crocifisso, ottienici di accogliere la nostra missione come tu hai accolto la tua all’aurora della salvezza. Che lo Spirito Santo che ha concepito in te il Verbo d’amore dell’eterno Padre concepisca in noi l’obbedienza alla parola che fa di noi dei fratelli, delle sorelle e madri del Salvatore.

Ogni tua visita al nostro cuore è un invito alla conversione, un incitamento a vivere una carità più ardente verso tutti, ma in modo speciale verso i più sofferenti, quelli e quelle che tuo Figlio ha privilegiato e che ci domanda di amare senza calcolo e senza condizioni. Sulla collina di Tepeyac tu hai detto a Juan Diego d’andare in tuo nome a chiedere al vescovo di costruire una sacra casa in questo luogo, da cui tu potessi glorificare Dio ed annunciarlo al mondo con il tuo sguardo pietoso.

Quale gioia che sul colle del Vaticano il successore di Pietro abbia udito questo messaggio e si ponga in cammino con tutta la Chiesa su sentieri di misericordia, di compassione e di pace! Benediciamo Dio che il tuo primo figlio d’America chiamato a sedere sulla cattedra di Pietro sia così pieno di zelo nel rilanciare l’evangelizzazione tra i poveri! Preghiamo perché egli sia amato e ascoltato! Perché i giovani del continente si ricordino di Copacabana e s’impegnino risolutamente con Francesco nella rivoluzione dell’amore.

Fa’ che anche noi vescovi d’America ascoltiamo il tuo messaggio con la stessa emozione di Juan de Zumárraga, con l’entusiasmo di tutti i santi evangelizzatori ed evangelizzatrici che hanno percorso prima di noi questi stessi sentieri. Che la nostra unità e il nostro ardore per l’evangelizzazione siano segni eloquenti della nostra fede vivente, in quest’Anno della fede in cui tutta la Chiesa gioisce nel celebrare la vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte, la vittoria dell’amore sull’odio e sull’ingratitudine.

Costruirti una chiesa, non è forse raccogliere il tuo popolo entro una cinta sacra dove la parola di Dio tocca gli spiriti e i cuori? Costruirti una chiesa non è permetterti d’unire i tuoi figli in una sola famiglia sotto uno stesso tetto, attorno a una stessa tavola? Non è aprire uno spazio di fraternità, di riconciliazione e di pace al cuore delle nostre società segnate dai flagelli dell’ingiustizia, della droga e della violenza?

Madre di misericordia, noi abbracciamo questa missione di costruire la Chiesa con te perché tutti assieme possiamo glorificare Dio e annunciare le sue meraviglie sul nostro continente. Su di esso tu hai moltiplicato i segni miracolosi che dissipano i nostri dubbi e fanno cadere le nostre resistenze alla volontà di Dio. Quante guarigioni si sono verificate nei nostri santuari dopo quella di Juan Bernardino! Quante conversioni hanno distolto le anime dalla schiavitù del peccato e le hanno rivolte verso la luce di Cristo! Quante vocazioni sono nate proprio qui sotto il tuo sguardo compassionevole e misericordioso che annuncia l’infinita tenerezza di Dio!

Noi siamo oggi davanti a te, Madre santissima, Madre del Dio vero e dei suoi figli diletti, per rinnovare la nostra fede in colui che ti ha scelta come messaggera del suo Vangelo. Il tuo annuncio è stato accolto in America, ha dissipato le tenebre dell’ignoranza, della superstizione e della paura. Che possa di nuovo risuonare fin nelle più remote periferie del Grande Nord canadese, dell’Amazzonia, delle Ande e dei Caraibi. Che sia portato da tutto un popolo, consapevole della propria appartenenza a un Dio d’amore e convinto d’essere da lui inviato per edificare il suo regno in terra d’America.

Domandiamo insieme a Dio, tu nostra Madre e noi con te, come una sola famiglia, di aumentare la nostra fede, di purificarla, di fortificarla, di renderla più coraggiosa e radiosa, affinché il mondo creda nel nome di Gesù, Figlio del Dio vivente, nostro solo e unico Salvatore. «La nostra fede resta viva solo se si comunica», amava ripetere il beato Giovanni Paolo II, il Papa della famiglia e della nuova evangelizzazione. Le nostre debolezze e i nostri errori sono certo di ostacolo, ma non ci impediscono di annunciare il Vangelo con un’energia nuova, con nuovi mezzi e un linguaggio più adatto. Che la nostra fede sia dunque creatrice e capace di conquistare!

Il nostro pellegrinaggio al tuo primo santuario d’America è un gesto di affetto sincero ma anche un gesto profondamente missionario. Risponde al tuo appello a costruire una casa comune per tutta l’America, una casa in cui poveri e ricchi ascoltano la stessa Parola e condividono la stessa mensa eucaristica, una casa in cui i conflitti sono risolti con il dialogo, con la pazienza e la riconciliazione.

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16 settembre 2019

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