Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Una casa bianca molto speciale

· Suor Goretta Favero e il suo Centro olistico a Huaycán sulle montagne sopra Lima ·

Gli abitanti di Huaycán la chiamano la Casa Blanca. Dalle loro baracche sulle montagne sabbiose, a venti chilometri da Lima, guardano con sollievo a quel grande edificio che cura le loro anime e i loro corpi. Lì, nel Centro de Salud Holística Casa Naturista Anna Margottini, molti di loro hanno imparato a prevenire, curare e riconoscere le epidemie più diffuse come tubercolosi, dissenteria o broncopolmonite, hanno scoperto i benefici di una dieta sana — e le pericolose insidie della cattiva alimentazione imposta dalla povertà — e hanno assistito a tante miracolose rinascite fisiche e spirituali.

Inaugurato nel 2008, il Centro olistico rappresenta in questo sobborgo di miseria sorto negli anni Ottanta, senza i più elementari servizi igienici, un centro di eccellenza per la salute e un’oasi di pace e speranza dove sempre più numerosi giungono anche visitatori da lontano. A crearlo e a gestirlo, suor Goretta Favero, che ci ha raccontato la propria esperienza durante un recente soggiorno in Italia, suo Paese d’origine.

Suor Goretta con lo staff del Centro di salute olistica Anna Margottini

Come tutti i grandi testimoni di Cristo che hanno scelto di realizzare la loro sequela in terre lontane, suor Goretta ha sempre anteposto l’ascolto all’insegnamento, l’osservazione alla dimostrazione, la curiosità alla comodità del già noto. E dopo trent’anni in Perú il suo accento è spagnolo e i suoi racconti di vita iniziano immancabilmente con un “noi”.

Sin dagli esordi della sua missione, sulle Ande a 4800 metri di altezza, suor Goretta ha saputo mettersi in gioco dal punto di vista non solo umano, ma anche professionale. Partita per fare l’infermiera tra i poveri, ha dovuto arricchire le sue competenze occidentali con le ricette, le usanze e le nozioni della medicina popolare andina.

«Quando ho visto che il nostro presidio di salute era per i malati l’ultima spiaggia dopo tutti i rituali della loro tradizione — racconta la missionaria — ho iniziato a lavorare al fianco di parteras empíricas e curanderos, ossia delle levatrici domestiche e degli sciamani che godevano di una fiducia indiscussa». La loro era una medicina completamente naturale e suor Goretta ha messo da parte la sua borsa di analgesici e ha iniziato a studiare quella scienza antica a lei sconosciuta, fino a seguire dei seminari di biosalute e urinoterapia in Argentina e in Ecuador. Da subito si è circondata di volontari, per lo più donne, che, dopo aver seguito dei corsi di formazione sanitaria, aiutavano il resto della comunità.

Il suo lavoro è sempre stato a stretto contatto con le famiglie, con la “sua” gente, sia sulle Ande che dopo, quando nel 1991 si è trasferita a Huaycán, in una baracca senza luce né acqua. «Gli ospedali — spiega — erano a pagamento: abbiamo aperto una sorta di policlinico in parrocchia dove, proponendo i rimedi della tradizione e lavorando al contempo sulle regole igieniche e alimentari, ottenevamo ottimi risultati sul fronte di malattie come tubercolosi e parassitosi, causate quasi sempre da condizioni di vita malsane».

Nel giro di poco tempo, a Huaycán ha avviato tredici piccole farmacie gestite da altrettante donne, ha iniziato a coltivare piante medicinali sul terreno dietro la Chiesa e ha intensificato i programmi di informazione e prevenzione attraverso decine di “promotori della salute”.

Grazie a questa rete, Huaycán ha arginato l’impatto dell’epidemia di colera nella prima metà degli anni Novanta e, passata l’emergenza, suor Goretta ha approfondito ulteriormente l’idea di una salute globale basata sulla stretta relazione tra anima, mente e corpo. Così nel 2005 la missionaria ha presentato il progetto del centro olistico al Fondo peruviano-italiano, che prevede la conversione del debito estero dovuto da Lima a Roma in sovvenzioni sociali, e ha potuto realizzare un grande sogno.

La Casa Anna Margottini è stata inaugurata nel 2008 ed è oggi una struttura all’avanguardia in tutti gli ambiti della medicina naturale, dall’agopuntura alla riflessologia plantare, dall’ipertermia all’odontoiatria olistica, dalla promozione di una dieta sana e consapevole alla biodanza. Metodi che solitamente in occidente o si scontrano con un profondo scetticismo o vengono sperimentati a caro prezzo solo da chi può permetterselo.

Suor Goretta al contrario li ha usati sin dall’inizio per curare i poveri, anche in ragione della loro sostenibilità economica e oggi che la sua clinica è famosa li usa per curare anche i ricchi. Simbolico il contributo chiesto ai primi, fondamentale quello versato dai secondi, soprattutto in termini di donazioni spontanee.

Una delle attività più apprezzate del centro sono i ritiri mensili, tre giorni in cui si alternano attività diverse e complementari con profondi benefici per i pazienti: esercizi di respirazione, pulizia del fegato, corsi di cucina vegetariana, lezioni sulle piante medicinali e introspezione psicologica. «Ma questi — continua suor Goretta — in fondo sono palliativi collaterali. Quello che fa la differenza è la fede. E ciò che conta è l’accoglienza che la gente riceve qui: una solidarietà e un’attenzione capaci di generare nuovi flussi vitali, di superare quei blocchi energetici, emozionali e spirituali che sono dietro ogni malattia. Nonostante l’avanzamento dell’individualismo, la gente qui vive ancora con spirito comunitario. La miseria e le gravi difficoltà quotidiane ci spingono a cercare l’uno l’aiuto dell’altro e questa è la nostra salvezza. I pensieri positivi sono più potenti delle medicine e sentirsi amati e considerati guarisce!».

Pur affascinata da questa testimonianza, la mentalità occidentale non vince facilmente il proprio scetticismo. C’è malattia e malattia: sin dove arrivano le cure di suor Goretta? «Dodici anni fa — racconta — è arrivata una donna con tre metastasi al cervello. Madre sola di troppi figli da sfamare, era disperata. L’abbiamo aiutata e sostenuta non solo con i rimedi medici naturali, ma con un’amicizia vera, prendendoci cura ogni giorno dei suoi bambini e sollevandola da ogni incombenza. È rinata e oggi, con un circolo virtuoso cui ho assistito spesso, contagia di speranza tanti nostri pazienti. È una testimone preziosa».

Proprio grazie allo spirito di fratellanza che scorre a Huaycán e confluisce alla Casa Blanca si sono qui moltiplicate negli ultimi anni numerose iniziative sociali che, a ben vedere rappresentano una conseguenza della cura e dell’attenzione globali all’umano. Molte sono finanziate dalla Fondazione Solidarietà della Repubblica di San Marino — dall’asilo nido al corso di taglio e cucito per avviare i ragazzi a una professione — e la più importante è la casa famiglia dove sono state accolte tredici bambine orfane o sottratte a contesti degradati. Nel pomeriggio le bambine raggiungono i loro coetanei per le attività organizzate nello spazio del doposcuola, un servizio vitale per l’intero barrio. La domenica, infine, a Casa Anna Margottini si riunisce il Gruppo Compartir, una comunità di persone con disabilità mentali che, sole o con qualche familiare, si ritrovano per il pranzo e per un momento di festa e condivisione.

Sempre più numerosi i volontari che arrivano al Centro per dare una mano e «non importa se non hanno particolari competenze — spiega suor Goretta — la loro voglia di esserci e di sorridere a chi arriva già significa tanto». Sono i piccoli gesti che qui, giorno dopo giorno, fanno la differenza ed è per questo che invece di intitolare la clinica a qualche santa nota, suor Goretta ha deciso di dedicarla ad Anna Margottini, una donna del popolo vissuta sempre di fede e servizio al prossimo: un esempio di santità quotidiana che, «come tante nostre donne, non si lamentava mai ed era sempre pronta al sorriso».

Suor Goretta Favero Miotti, nata a Padova nel 1952, dopo il diploma da infermiera professionale e assistente sanitaria, nel 1980 parte come missionaria per il Perú. Trascorre dieci anni sulle Ande e dal 1991 vive a Huaycán sobborgo a sud di Lima. Dal 2008 gestisce Casa Naturista Anna Margottini, Centro di salute olistica ed ente promotore di numerose iniziative sociali.

di Silvia Gusmano

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE