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Una campagna contro il Papa

· L'arcivescovo di New York nell'omelia per la Domenica delle Palme ·

E il cardinale Kasper difende il celibato sacerdotale

È in corso una «campagna quasi frenetica» per implicare il Papa nei casi di abusi compiuti da sacerdoti e religiosi. È quanto ha affermato l’arcivescovo di New York, Timothy Michael Dolan, nell'omelia tenuta per la messa della Domenica delle Palme nella cattedrale di San Patrizio a Manhattan. L'arcivescovo ha definito Benedetto XVI «un leader nella purificazione, nella riforma e nel rinnovamento della Chiesa» e ha invitato i fedeli a pregare per lui. Riferendosi alla piaga degli abusi, il presule ha spiegato: «Ogni volta che questo orrore, questo crimine nauseante è denunciato — come è giusto che sia — le vittime e i loro familiari sono di nuovo ferite, la vasta maggioranza dei preti abbassa la testa in segno di vergogna e i cattolici sinceri sono esposti a un’altra dose di shock, dispiacere e anche rabbia». L’arcivescovo ha aggiunto che la tristezza è aggravata «dalle insinuazioni incalzanti contro lo stesso Santo Padre mentre da certi ambienti è stata lanciata una campagna quasi frenetica per implicare quest’uomo». I progressi fatti dalla Chiesa cattolica negli Stati Uniti nel combattere questo «disgustoso crimine» — ha continuato il presule — non sarebbero mai potuti avvenire «senza l’insistenza ed il sostegno dello stesso uomo adesso incoronato ogni giorno di spine da malignità prive di alcun fondamento».

Sulla drammatica vicenda degli abusi è intervenuto anche il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: «In questi giorni — ha detto nel corso dell'omelia pronunciata ieri nella chiesa di Ognissanti a Roma — non solo il Papa ma tutta la Chiesa, e così ogni fedele, cioè ognuno di noi, è frontalmente attaccato e denunciato da alcuni influenti mass media in un modo che oltrepassa ogni lealtà e anche ogni verità». Ha continuato il porporato: «Non siamo sorpresi: Gesù ce lo ha predetto. Il “Benedetto colui che viene” in ogni tempo può rapidamente cambiare nel grido ostile “Crocifiggilo!”». Non c’è motivo di scoraggiarsi ed essere abbattuti, ha poi continuato il cardinale Kasper: «Sappiamo che la gente che ha benedetto Gesù con canti e palme alla fine ha avuto ragione. Hanno vinto i credenti. Perché la via Crucis non è finita con la crocifissione ma con la risurrezione di Pasqua. La Chiesa oggi ha bisogno di una umile pulizia interna da sporcizie inaccettabili e noi tutti ne abbiamo bisogno, ognuno nel suo modo. Però, se ci convertiamo e ci purifichiamo, la Chiesa alla fine uscirà dalla crisi attuale rinnovata, più splendida e bella».

Riguardo al tema degli abusi il porporato ha poi dichiarato al quotidiano italiano «La Stampa» in un'intervista pubblicata oggi: «Tutti gli esperti documentano che la stragrande maggioranza dei casi avviene nelle famiglie e non in ambiti ecclesiastici». Secondo il cardinale è dunque in corso «una strumentalizzazione dei casi di pedofilia nel clero». E ha aggiunto che «chiamare in causa il celibato è un vero e proprio abuso degli abusi». Il Papa — ha continuato — «ci insegna che il sacerdote non appartiene più a se stesso, ma, attraverso il sigillo sacramentale ricevuto, diventa proprietà di Dio». Per il porporato è soprattutto «inopportuno» sollevare la questione «nel clima attuale, avvelenato da polemiche e scandali riferiti agli abusi sessuali commessi da sacerdoti e religiosi».

Nel frattempo le Conferenze episcopali in tutto il mondo stanno prendendo misure severe per fare chiarezza sulle accuse di abusi. In Austria si è deciso di nominare un «rappresentante indipendente» delle vittime per condurre le indagini. È stato l’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn, a dare la notizia annunciando che il ruolo sarà affidato ad una donna, Waltraud Klasnic, ex governatrice regionale.

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23 ottobre 2019

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