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Un uomo per tutte le stagioni

· Papa Montini e Duns Scoto maestro di dialogo ·

Paolo VI il 14 luglio 1966 firmava la lettera apostolica Alma parens in occasione del secondo congresso Scolastico — tenutosi a Oxford in occasione del settimo centenario della nascita di Giovanni Duns Scoto — indicando i motivi della attualità del suo pensiero. Successivamente nell’udienza generale di mercoledì 24 agosto sempre del 1966 lo stesso Paolo VI indicò il congresso citato non solo come un segno della vitalità della Chiesa, ma anche come una delle manifestazioni a cui la Sede Apostolica dà un certo qual «riconoscimento d’autenticità».
L’Alma parens può essere considerata come punto di osservazione del magistero di Papa Montini come si può constatare da alcuni aspetti ivi presenti. Ad esempio se Leone XIII nella lettera enciclica Aeterni Patris segnalando la posizione del pensiero di Tommaso d’Aquino rispetto agli altri dottori scolastici enunciava longe eminet Thomas Aquinas — come ricorda lo stesso Paolo VI mediante una citazione dello scritto leonino — nell’Alma parens il raffronto tra Scoto e il pensiero tomista è indicato mediante una formula più attenuata, ossia quamvis dissimili structura et mole (“pur dissimile per struttura e mole”) e non, ad esempio, longe dissimili structura et mole come sarebbe stato più logico se avesse voluto mantenere una continuità con il giudizio perentorio di Leone xiii precedentemente citato. Un piccolo cambiamento, da longe a quamvis, che indica uno spostamento non soltanto di prospettiva, ma di proporzioni, come può ben notare soprattutto un buon esperto di latino. Tale cambiamento può essere preso come espressione della modifica del metro di misura dell’ortodossia del pensiero di Scoto: infatti ancora nel 1920 il cardinale domenicano Andrea Frühwirth definiva la dottrina di Scoto contraria alla fede essendo in molti aspetti difforme al pensiero di san Tommaso d’Aquino prescritto dalla Chiesa. Fu nel 1971 che gli scritti di Scoto furono approvati e proprio perché il metro di misura non furono più le opere di san Tommaso ma la dottrina della Chiesa; un cambiamento secondo alcuni epocale, per cui questa vicenda della causa di Scoto è da inserirsi nei manuali di teologia e storia ecclesiastica.

di Pietro Messa

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19 novembre 2019

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