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Un uomo solo
al comando

· Obama dopo la sconfitta ·

L’onda repubblicana ha travolto Barack Obama e ora negli Stati Uniti si apre una fase nuova nella politica, con un presidente democratico che dovrà affrontare gli ultimi due anni del suo mandato da “anatra zoppa”, senza poter contare su una maggioranza parlamentare che appoggi le sue riforme. Ma ieri, a poche ore dal tracollo, Obama ha teso la mano ai vincitori, dicendosi «impaziente» di collaborare col nuovo Congresso. «Nei prossimi due anni — ha affermato — possiamo trovare strade per lavorare insieme. Possiamo cooperare in diverse aree, come quella dell’aumento del salario minimo. Gli americani hanno inviato un chiaro messaggio e ora si aspettano dei risultati: si deve lavorare duro per loro, e ci si deve concentrare sulle loro aspirazioni, non sulle nostre». Per questo il presidente ha detto di aspettarsi dai repubblicani «un’agenda molto precisa perché ora hanno la forza per fare le cose». Non hanno più scuse, a partire dall’immigrazione.

Ma è proprio su questa delicata riforma che si consuma il primo duello con il futuro nuovo leader del Senato Mitch McConnell, che ha parlato di «un grave errore» se Obama dovesse decidere di andare avanti unilateralmente.

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18 marzo 2019

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