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Un tesoro inestimabile riemerso grazie a Pio XII

· Gli scavi accanto alla tomba di Pietro ·

Il Festival internazionale di musica e arte sacra giunge felicemente alla decima edizione grazie alla tenacia di Hans Albert Courtial. Ed è significativo che sia dedicato alla Madonna nel 158° anniversario del Concilio di Efeso, dove venne chiaramente definito l’importante ruolo di Maria nella storia della salvezza. Paradossalmente un filosofo ateo come Jean Paul Sartre, nel 1941 durante la tragedia della seconda guerra mondiale, scrisse una delle pagine più belle su Maria. Come è accaduto? Quando si sgonfia l’orgoglio, si vede meglio la verità.

Sentite cosa scrive Sartre riguardo alla Madonna: «Sul volto di Maria bisognerebbe dipingere uno stupore che è apparso una sola volta nella storia dell’umanità. Maria è l’unica persona al mondo che stringendo tra le braccia il suo figlio, gli può dire “Dio mio!” Ed è l’unica persona al mondo che, pregando il suo Dio, può dirgli “Figlio mio”!» (Sartre, Bariona o il figlio del tuono ).

In questo momento difficile della storia del mondo e dell’Italia, un festival dedicato alla Madonna è una invocazione fiduciosa affinché ci aiuti così come sa e può fare una madre. Il Festival pro musica e arte sacra, secondo una felice tradizione, si accompagna sempre con una attenzione al recupero di un bene artistico di primaria importanza. E da alcuni anni la Fondazione sostiene il restauro degli esterni della Basilica Vaticana: lavoro che procede con buon esito grazie a questo sostegno. Nello stesso tempo, la Fondazione ha sponsorizzato il recupero di due importanti mausolei della necropoli vaticana: già concluso nel 2007 il restauro del Mausoleo H o «dei Valeri», appena terminato quello del Mausoleo Phi o «dei Marci». Lavori questi ultimi che hanno impegnato per molti mesi una squadra di esperti restauratori — Franco Adamo, Adele Cecchini, Corinna Ranzi, Chiara Scioscia Santoro — ai quali rivolgo un vivissimo ringraziamento.

La necropoli vaticana è riemersa, dopo milleseicento anni, durante i coraggiosi scavi voluti dal Papa Pio XII negli anni 1939-1950. E proprio settanta anni fa, il 18 gennaio 1941, riemergeva dalla terra dopo tanti secoli il primo monumentale sepolcro: il Mausoleo F o «dei Caetenni». L’imperatore Costantino, per costruire la prima grande Basilica in onore dell’apostolo Pietro, fece interrare una intera necropoli per creare il piano di calpestio del nuovo tempio. E fece fasciare con lastre di marmo, nascondendola, la venerata tomba di san Pietro. Fonti letterarie autorevolissime attestavano e tramandavano la notizia del martirio e della sepoltura di Pietro sul colle vaticano, ma nessuno aveva più ispezionato la tomba.

Tra le molte fonti letterarie che si potrebbero citare, desidero ricordare quanto afferma lo storico Eusebio, vescovo di Cesarea e contemporaneo di Costantino: Nerone «fu pure il primo imperatore, che si dimostrò ostile alla pietà verso Dio». Circostanza questa che il latino Tertulliano rivelò dicendo così: «Guardate le vostre storie e lì troverete che Nerone per primo perseguitò la nostra fede, allorché, soggiogato l’Oriente, specialmente a Roma incrudeliva con tutti. Per noi è titolo di gloria una condanna che procede da un tal uomo. Chi lo conosce può comprendere che da Nerone non poteva venir condannato se non un grande bene». Narrano che Paolo fu decapitato da lui e Pietro crocifisso a Roma, e ne è riconferma il fatto che il nome di Pietro e di Paolo, tuttora si leggono sui loro sepolcri in quella città.

Del resto anche Gaio, uomo ecclesiastico, vissuto ai tempi del vescovo di Roma Zefirino (199-217) in uno scritto contro Proclo, capo della setta dei Catafrigi, parla dei luoghi ove furono deposte le sacre spoglie degli Apostoli: «Io posso mostrarti trofei degli Apostoli. Se vorrai recarti sul Vaticano o sulla via Ostiense troverai i trofei dei fondatori di questa Chiesa» (Eusebio di Cesarea, Storia Ecclesiastica , 25, 3-7) Oggi la recuperata necropoli è la prova archeologica inconfutabile degli avvenimenti che conosciamo dalle fonti letterarie.

La prima volta che visitai la «Memoria Nord» e la «Memoria Sud», mi fermai, chiusi gli occhi e immaginai il momento in cui i cristiani di Roma seppellirono il corpo crocifisso del primo Papa nella terra del colle vaticano. Che cosa provarono? Certamente sentirono la voce rassicurante di Dio che diceva: «E su questa pietra io edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» ( Matteo , 16, 18). Da duemila anni queste sono le parole che sostengono la Chiesa nella bufera della storia e la fanno camminare con serena fiducia.

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16 ottobre 2019

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