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Un terzo dell’umanità
senza medicine

· ​Intervento dell'osservatore permanente della Santa Sede presso l’ufficio delle Nazioni Unite e istituzioni specializzate a Ginevra ·

Un terzo dell’umanità non ha accesso a farmaci essenziali e vaccini, secondo le Stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Dieci milioni di vite umane potrebbero essere salvate ogni anno, se tali risorse fossero più facilmente disponibili. Lo ha ricordato l’arcivescovo Silvano M. Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l’ufficio delle Nazioni Unite e istituzioni specializzate a Ginevra, nell’intervento pronunciato mercoledì 10 giugno al congresso sui diritti commerciali legati alla proprietà intellettuale (Trips) dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto).

L’arcivescovo Tomasi ha ricordato come anche sotto questo aspetto i Paesi meno sviluppati abbiano pagato il costo maggiore della crisi economica e finanziaria globale esplosa nel 2008 e che le loro prospettive nel breve e medio termine restano incerte. Le ricadute su queste popolazioni sono terribili anche sul piano della salute. Nei 49 Paesi definiti come meno sviluppati dalle Nazioni Unite, ha ricordato ancora l’arcivescovo, le malattie sono in aumento molto più velocemente che nei Paesi a reddito più elevato.

In tutto questo giocano un ruolo cruciale l’industria farmaceutica e la questione dei brevetti sui farmaci. Il previsto periodo di transizione per l’attuazione degli accordi mondiali in merito, nonostante la disponibilità mostrata da molti Paesi meno sviluppati, non è valso a risolvere il nodo della questione: adottare misure in grado di facilitare la crescita della capacità industriale farmaceutica senza essere ostacolati dall’esistenza dei brevetti.

Per quanto riguarda il solo Aids, nonostante successi parziali raggiunti, l’obiettivo dell’accesso universale alle cure antiretrovirali è ben lungi dall’essere conseguito. Le carenze dei sistemi sanitari, evidenziate per esempio nell’ultimo periodo dall’emergenza per l’epidemia di Ebola in Africa occidentale, possono mettere a repentaglio, o addirittura invertire, i risultati di alcuni Paesi meno sviluppati in termini di sviluppo umano ed economico.

Il testo integrale dell'intervento dell'arcivescovo Tomasi 

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