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non solo per gli esami

· ​Incontro del Ccee sulla pastorale universitaria ·

Come rendere il tempo degli studi universitari una stagione propizia anche per la crescita morale e spirituale? Come accompagnare gli studenti nella ricerca del vero e della propria vocazione? Attorno a questi principali interrogativi si è tenuto a Szeged, presso l’Istituto teologico Gál Ferenc Főiskola, l’incontro di pastorale universitaria e di quella giovanile che per tre giorni, da mercoledì 27 a venerdì 29, ha riunito in Ungheria una cinquantina di responsabili nazionali di questi due ambiti pastorali per discutere sul tema «Accompagnare la risposta alla chiamata di Dio». 

L’incontro, promosso dal Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee), ha costituito la seconda tappa dell’itinerario che porterà allo svolgimento di un simposio europeo a Barcellona, nella primavera del 2017, sull’accompagnamento cristiano dei giovani. Appuntamento che riunirà tutti i delegati nazionali delle varie conferenze episcopali per la pastorale universitaria, giovanile, scolastica e vocazionale. «L’università — ha spiegato introducendo l’incontro il vescovo di Szeged-Csanád, László Kiss-Rigó — rappresenta se non l’ultimo, certamente un segmento significativo e decisivo del percorso formativo di molti giovani e dell’educazione integrale della loro persona. Allo stesso tempo, per troppi studenti, l’università si riduce a un “esamificio” dove l’insegnamento è spesso improntato su di una mera visione utilitarista del sapere dove solo ciò che è utile ha valore. Se non accompagnato, il giovane vivrà quotidianamente un’atmosfera di sfiducia nella sue stesse capacità a raggiungere solide certezze in ordine al vero e al bene, che lo porta in definitiva a una sfiducia nelle sue stesse capacità a dare un riferimento, un senso e un orientamento alla propria esistenza».

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17 agosto 2019

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