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Un super-papero
contro
lo stress quotidiano

· I cinquanta anni di Paperinik ·

C’è una variante disinvolta e spigliata di quell’inguaribile imbranato di Paolino Paperino. Un alter ego che non trascorre l’intera giornata passando dall’amaca appesa in giardino al divano che troneggia nel soggiorno. Il suo nome è Paperinik, un misterioso pennuto in maschera nato dalla matita di Giovan Battista Carpi come parodia dei fumetti noir in voga in Italia sul finire degli anni Sessanta. Al nascondiglio segreto di Paperinik, il cui appellativo richiama direttamente quello del suo omologo senza penne, Diabolik, si accede attraverso un ascensore situato in un armadio i cui meccanismi sono ignoti anche a quelle tre pesti di Qui, Quo e Qua. Nel suo covo il papero col mantello consuma enormi panini imbottiti in attesa della fatidica ora: a mezzanotte in punto ecco infatti sbucare dal comignolo della villetta a due piani nel centro di Paperopoli il vendicatore con il cappellino da marinaio. Un vendicatore senza superpoteri la cui missione non è combattere il crimine, ma più prosaicamente rivalersi sulla banda di pennuti che ogni giorno infelicitano la vita di quello “sfigato” di Paperino. E se l’ottantacinquesimo compleanno di Donald Duck è stato ampiamente celebrato in questi giorni, nessuno, o quasi, ha ricordato che proprio tre giorni fa, l’8 giugno, Paperinik ha compiuto mezzo secolo. Cinquant’anni vissuti spericolatamente per non soccombere alle angherie di quell’avaraccio di Zio Paperone, che è anche il suo padrone di casa, e per resistere ai colpi della sorte avversa. Non come quel bellimbusto di Gastone, dotato di un certo fascino, ma soprattutto di una fortuna davvero sfacciata, e che non fa mistero di mirare al cuore di Paperina dagli occhi grandi. Se Paperino è l’impersonificazione a fumetti del perdente quotidiano (quindi in fondo un po’ di tutti coloro che hanno a che fare con parenti avari, nipoti disobbedienti, cugini dal successo inspiegabile, amori mai del tutto corrisposti, utilitarie sempre in panne), il suo alter ego mascherato rappresenta il desiderio di rivalsa insito appunto in ogni perdente, pennuto e non. Ma Paperinik è un vero supereroe, come tutti quelli che ogni giorno resistono alla tentazione di rispondere con aggressività e violenza alle immancabili frustrazioni della vita. Molto più facile sarebbe avere poteri che permettano di diventare enormi, e assumere una colorazione verdognola inusuale, o di prendere fuoco appena qualcuno ti sfiora. Paperinik, invece, rimane molto umano, nonostante becco, penne e zampe palmate. A dispetto di tutti i soprusi subiti, il suo sguardo sulla vita continua a essere affettuoso. E non gli resta che attendere la mezzanotte per concedersi la meritata evasione dalla dura realtà. Chi di noi non vorrebbe fare altrettanto, magari dopo un robusto panino ripieno? (olga paper)

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