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Un solo libro per volta

· Originale iniziativa di una libreria di Tokyo ·

Con centinaia di migliaia di libri pubblicati ogni anno la scelta di cosa collocare in vetrina può risultare complicata per un libraio tradizionale. Il proprietario di una piccola libreria di Tokyo ha adottato un approccio inusuale al problema: ha creato il Morioka Shoten, una libreria situata nel quartiere dello shopping di lusso di Ginza che ha una particolarità: offre un solo titolo per i suoi clienti. Il Morioka Shoten si trova al piano terra del Suzuki Building, un palazzo storico di Tokyo, dal momento che la metropoli è stata quasi interamente rasa al suolo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il Suzuki risale infatti al 1929 ed è stato successivamente designato come un edificio di importanza storica da parte del governo metropolitano di Tokyo. 

Il Morioka Shoten

Durante la guerra l’edificio era sede della Nippon Kobo, un editore che ha prodotto riviste importanti soprattutto nel campo del graphic design, quale fattore essenziale della società moderna, con l’obiettivo di condividere la cultura alta giapponese in tutto il mondo. Quando Morioka era ancora un impiegato in una libreria di Kanda, il centro di librerie di seconda mano di Tokyo, gli capitò di scoprire questo vecchio edificio. Se ne innamorò subito, tanto da firmare immediatamente un contratto d’affitto di un piccolo spazio al pian terreno, in seguito il primo negozio di Morioka Shoten (i negozi sono due in tutto). Il logo del negozio è una geometria romboidale, forma che abbraccia due significati, “un singolo libro aperto” e “un’unica piccola camera”.
La libreria Marioka difatti è una piccolissima stanza che investe il suo prezioso spazio (in questa zona di Tokyo gli affitti sono altissimi) per un solo titolo a settimana.
«Prima di aprire questa libreria — ci racconta il proprietario Yoshiyuki Morioka — ho lavorato per una grossa catena di libri per circa dieci anni. Lì ho avuto la possibilità di organizzare diverse presentazioni di autori, ogni anno lanciavamo decine di libri. Proprio durante questi eventi mi sono reso conto che tantissime persone venivano nella nostra libreria per un solo libro. Dopo qualche tempo, ho cominciato a riflettere sull’idea un po’ folle che forse con un solo libro una libreria non solo poteva essere gestita molto più facilmente, ma avrebbe potuto anche sopravvivere economicamente». Questa libreria con un unico libro sullo scaffale potrebbe anche essere descritta in termini contemporanei come una vetrina sul concept di un unico libro. Per esempio, in caso di vendita di un libro sui fiori, nel negozio potrebbe esserci un’esposizione di fiori simile a quella che appare nel libro. Questo è proprio quello che è accaduto, visto che questa settimana il titolo in vendita è Hana seikatsu no tane (“Il seme della vita dei fiori”), dell’autrice Okamoto Noriko. «Chiedo agli autori e agli editori di essere presenti fisicamente in libreria per quanto più tempo possibile — dice Morioka —. L’idea è quella di avviare un tentativo di espansione del libro dalla sua realtà bidimensionale a una tridimensionale, dove lo stesso ambiente diventa l’esperienza di fatto del libro stesso. Credo che i clienti, ovvero i lettori, dovrebbero sentirsi come se stessero entrando all’interno del libro».
Ed è proprio la sensazione che si avverte stando nel mezzo di questo piccolo negozio ora cosparso di fiori, con addirittura una modella che porta in testa un’acconciatura composta poche ore fa proprio dall’autrice del libro. Restano delle perplessità ovviamente per quanto concerne la vendita di libri più strettamente letterari, ad esempio come trasformare il realismo magico di un romanzo di Murakami Haruki in un ambiente tridimensionale. Ma nonostante tutto l’idea originalissima di questa libreria sembra aver guadagnato la simpatia di un nocciolo duro di lettori, per non parlare del fatto che Morioka dopo l’apertura di questi negozi è diventato una semi-star internazionale, ricevendo numerose visite da giornalisti e tv di tutto il mondo. «Un libro è prima di tutto un oggetto fisico con una particolare attrazione — continua Morioka —, un oggetto che è e sarà sempre lo stesso, e nonostante la digitalizzazione molti continueranno a utilizzare libri fisici, soprattutto come strumento di comunicazione». Il trend del mercato sembra dargli ragione. Solo un anno fa «The New York Times» parlava di una diminuzione di circa il 10 per cento nelle vendite di e-book negli Stati Uniti. A questa diminuzione degli e-book corrisponderebbe da un lato una ripresa delle librerie indipendenti, dall’altro una risalita sia delle vendite di libri su carta, sia degli investimenti degli editori su infrastrutture legate alla filiera “fisica”.
Non a caso un fenomeno in crescita negli ultimi anni in Giappone è il mercato dei libri usati: un notevole aumento di lettori di libri in prestito da biblioteche pubbliche, dove il numero di libri in prestito ha superato i 700 milioni di testi l’anno, e la proliferazione di negozi di seconda mano dove si possono noleggiare libri, manga e riviste di ogni genere per pochi yen, sono i nuovi fenomeni di un panorama editoriale più vivo che mai.

da Tokyo Cristian Martini Grimaldi

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17 agosto 2019

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