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Un solo corpo

· All’udienza generale Francesco parla del tratto più distintivo della Chiesa e lancia un nuovo appello in difesa dell’occupazione ·

Le guerre non nascono «nel campo di battaglia» ma «incominciano nel cuore, con incomprensioni, divisioni, invidie». Spiegando l’immagine della Chiesa come «corpo di Cristo», Papa Francesco ha messo in guardia dalle chiusure e dalle lacerazioni che spesso «smembrano» e «frantumano in tante parti» anche la comunità cristiana. «La Chiesa è il capolavoro dello Spirito» ha sottolineato durante l’udienza generale di mercoledì 22 ottobre. E riferendosi alla visione descritta nel capitolo 37 del libro del profeta Ezechiele, ha ricordato che l’azione del Paraclito «infonde in ciascuno la vita nuova del Risorto e ci pone l’uno accanto all’altro, l’uno a servizio e a sostegno dell’altro, facendo così di tutti noi un corpo solo, edificato nella comunione e nell’amore».

Descrivere la Chiesa come «corpo di Cristo» non è semplicemente «un modo di dire», ha puntualizzato il Pontefice. «Siamo il suo corpo, quel corpo — ha ribadito — che niente e nessuno può più strappare da lui e che egli ricopre di tutta la sua passione e di tutto il suo amore, proprio come uno sposo con la sua sposa».

Ecco perché discriminazioni e contrapposizioni non fanno crescere la Chiesa. Tanto meno le invidie e le gelosie: «un cuore geloso — ha ammonito Francesco — è un cuore acido, un cuore che invece del sangue sembra avere l’aceto; è un cuore che non è mai felice, è un cuore che smembra la comunità». Da qui l’invito del Papa ad «apprezzare nelle nostre comunità i doni e le qualità dei nostri fratelli», ringraziando sempre il Signore e fuggendo la tentazione di sentirsi superiori agli altri.

A conclusione dell’udienza il Pontefice ha salutato un gruppo di duecento lavoratori della compagnia aerea Meridiana, i cui dipendenti stanno vivendo ore di apprensione per il loro futuro. A loro ha espresso «profonda vicinanza e solidarietà», auspicando che in questa vertenza «si possa trovare un’equa soluzione, che tenga conto anzitutto della dignità della persona umana e delle imprescindibili necessità» delle famiglie. «Faccio un appello — ha aggiunto — a tutti i responsabili: nessuna famiglia senza lavoro!».

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06 dicembre 2019

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