Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Un sogno distrutto in tre minuti

· Clamorosa e storica sconfitta del Brasile con la Germania ·

Ecco la sorpresa! Al Mineirão, lo stadio di Belo Horizonte, la sorpresa che nessun brasiliano si aspettava è arrivata: 7 a 1. Una partita memorabile finita con la peggior sconfitta della storia della nazionale brasiliana, peggio dello 0-6 subito contro l'Uruguay nel 1930. Era prevedibile che Germania-Brasile non sarebbe stata una partita normale. Otto titoli mondiali in campo, cinque il Brasile e tre la Germania. Ancora più significativo del valore delle due squadre il fatto che, esclusa la prima edizione del 1930, nelle altre diciannove in semifinale una delle due squadre c'è sempre stata, sommando ventiquattro podi mondiali in due.

Numeri da grandi aspettative, ma di sicuro non ciò che è accaduto. Il calcio è uno sport accattivante e imponderabile e, come ha scritto Nick Hornby, ogni partita è uguale alle altre, ma ciascuna regala qualcosa di unico e irripetibile. Un gesto tecnico, un gol, una vicenda umana, un morso, un infortunio, un errore, un minuto.

Ieri l'evento unico è avvenuto a metà del primo tempo. La Germania era avanti 1-0 con un gol su calcio d'angolo che può capitare anche ai migliori di subire, figurarsi a una difesa orfana del leader, il capitano Thiago Silva squalificato. Metà del primo tempo, quindi, e tre minuti sono bastati per distruggere il sogno calcistico di un Paese intero: dal minuto 23 al minuto 26. Tre gol su azione e la prima finalista era già decisa.

Demerito degli sconfitti? Il Brasile sembrava l’ombra di se stesso. È vero, mancavano Thiago Silva e Neymar, giocatori simbolo però di una squadra qualitativamente inferiore al solito Brasile. Ma al Mineirao c'erano le maschere: quelle di Neymar sugli spalti, sessantamila tifosi a incoraggiare il loro idolo assente per infortunio; quelle degli undici calciatori di mister Scolari anch’essi increduli e indecisi se arrendersi lottando o crederci rischiando. Hanno scelto la seconda opzione ed è stata una catastrofe.

Il calcio, come detto, è imprevedibile, e per questo amato e seguito. E allora cosa aspettarsi ancora da questo mondiale? Certo, una finale tra Germania e Argentina stuzzicherebbe la fantasia degli appassionati. Se invece l'Argentina dovesse perdere la semifinale, darebbe al Brasile l'occasione di un sia pur minimo amaro riscatto. E anche la finale di sabato per il terzo posto sarebbe tutta da seguire. Quasi quanto un’eventuale finale tra Germania e Olanda, ovvero la prima della storia disputata da due squadre europee in terra americana. Stasera ne sapremo di più.

Damiano Tommasi

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 settembre 2018

NOTIZIE CORRELATE