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Un sogno chiamato terra

· Missione ecumenica a sostegno dei Guarani-Kaiowá nel Mato Grosso do Sul ·

«L’armonia si è rotta tanto tempo fa, per colpa della graduale trasformazione in merce del territorio e delle sue risorse naturali. La terra è stata ridotta a un mero fattore di produzione, distruggendo i legami di identità, le rappresentazioni e i significati a essa attribuiti. 

Una situazione aggravata dall’impiego di capitale finanziario nell’acquisto di terre per la produzione di bestiame, soia e canna da zucchero. Questa logica sta promuovendo uno dei più grandi massacri etnici del ventunesimo secolo nel continente sudamericano». È uno dei passaggi più significativi del messaggio diffuso nei giorni scorsi al termine della Missione ecumenica a sostegno dei Guarani-Kaiowá organizzata nello Stato brasiliano di Mato Grosso do Sul dal Coordinamento ecumenico di servizio (Cese), dal Consiglio nazionale delle Chiese cristiane (Conic) e dal Centro ecumenico di studi biblici (Cebi), alla quale hanno partecipato numerosi movimenti e associazioni ecclesiali. Tre gli obiettivi del raduno: mostrare solidarietà al popolo Guarani-Kaiowá, gruppo etnico costretto, a partire dagli ultimi decenni del Novecento, ad abbandonare progressivamente il proprio territorio a causa delle violente intimidazioni compiute da imprenditori agricoli e minerari; respingere le motivazioni alla base della commissione parlamentare d’inchiesta istituita dall’Assemblea legislativa del Mato Grosso do Sul contro il Consiglio indigenista missionario (Cimi), accusato di aver incitato e finanziato invasioni di proprietà private nelle zone di conflitto; chiedere un’analoga commissione parlamentare d’inchiesta sul genocidio dei popoli indigeni nello Stato di Mato Grosso do Sul.  

di Giovanni Zavatta

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18 agosto 2019

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