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Un «sì»
che si rinnova ogni giorno

· ​Da più di quarant’anni le religiose di Sant’Andrea collaborano con i fratelli di Taizé ·

Fratel Roger a Taizé con una religiosa di Sant’Andrea

È stato durante il grande movimento del concilio Vaticano II che siamo giunte a Taizé. Mentre la Chiesa cattolica ci invitava a vivere in modo rinnovato il carisma delle nostre origini, qui abbiamo ritrovato l’accoglienza ampia e generosa degli ospiti di passaggio, accoglienza che segnò la nostra fondazione agli inizi del XIII secolo. Come alle origini, cerchiamo di vivere l’accoglienza con uno sguardo di fede, come un servizio discreto, nella semplicità e nella gioia. Nel fervore del periodo conciliare, la nostra congregazione ha accolto l’apertura ecumenica come un segno di speranza per la testimonianza della fede. Questa sete di unità abita in noi. Piccola comunità cattolica radicata in una tradizione molto antica, siamo state spinte a incontrare la nascente comunità di Taizé, a quell’epoca formata solo da fratelli protestanti. Lì abbiamo incontrato le altre comunità religiose allora presenti in quel villaggio o nelle vicinanze, che partecipavano alla vita di preghiera e all’accoglienza. Abbiamo vissuto con entusiasmo ed emozione quei primi tempi della vita liturgica, con lo stupore di essere tutti così profondamente uniti sull’essenziale della fede.


di Agnès Granier

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19 marzo 2019

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