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Un sermone per tutti

· Verso prediche unificate nelle moschee dell’Egitto contro la propaganda estremista ·

Nonostante i venti contrari che da qualche tempo soffiano impetuosi sul Paese dono del Nilo, il Governo egiziano vuole guardare avanti e, tra le decisioni prese, c’è anche quella di introdurre la standardizzazione delle prediche delle preghiere del venerdì nelle oltre 100.ooo moschee del Paese. L’obiettivo principale di questa mossa non è affatto politico, ha tenuto a sottolineare il ministro per gli Affari religiosi (Awqaf), Mohamed Mokhtar Gomaa, ma piuttosto quello di fare avanzare una visione islamica moderata e di garantire che le idee radicali non si diffondano. Inoltre, è stato sottolineato, questa decisione eviterà che le prediche divaghino su argomenti politici.

Nonostante l’annuncio abbia suscitato una prevedibile levata di scudi da parte di numerosi esponenti musulmani che vedono in questi sermoni unificati un impoverimento delle singole comunità, il ministro Gomaa non indietreggia e lunedì scorso ha ribadito che «la decisione è presa». I sermoni unificati serviranno come “guida” per i predicatori e si sta pensando alla creazione di un comitato di studiosi e di esperti per redigere i testi scritti. «Stiamo lavorando per orientare i sermoni — ha detto il ministro — l’imam può modificare lo scritto, aggiungere fatti o leggerlo così come è se ne è convinto, ma non modificarne lo spirito di fondo».

I testi per la preghiera saranno dunque preparati «da esperti del ministero per gli Affari religiosi insieme agli studiosi di Al-Azhar, la sede più prestigiosa per l’insegnamento dell’islam sunnita, con i contributi di alcuni membri del Parlamento, di psicologi e di sociologi», ha specificato nei giorni scorsi il capo della divisione religiosa del ministero, Gaber Tayea.

Il sermone della preghiera del venerdì, la khutba, sarà dunque unificato e verrà distribuito a tutti i predicatori sotto forma di testo scritto per combattere le idee radicali ed estremiste.

di Rossella Fabiani

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20 novembre 2019

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