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Un senso per l’esistenza

· A Praga l’incontro europeo di Taizé ·

«Abbiamo pensato che bisognava cercare i mezzi per stimolare i giovani a scoprire la loro Chiesa locale come luogo di speranza e ad assumere delle responsabilità, preparando almeno una volta all’anno un incontro con le parrocchie di una grande città». Un segno, «non solo all’interno del mondo cristiano, ma nei confronti della società. Un segno di speranza nel complesso dedalo delle città». Fratel Émile spiegava così in Storia di Taizé, il bel libro di Jean-Claude Escaffit e Moïz Rasiwala (Edizioni Lindau), origine e obiettivo dei raduni europei della comunità ecumenica di Taizé, cominciati nel 1978 a Parigi, in realtà nati un anno prima a Breda, nei Paesi Bassi, al ritorno da un viaggio nel Mar della Cina con un piccolo gruppo intercontinentale. Allora, come oggi, l’incontro si sviluppò attorno alla riflessione su un documento, la Lettera a tutte le generazioni, redatto alcuni giorni prima su una palafitta in mezzo ai giunchi di Hong Kong.

A Praga — sede dal 29 dicembre al 2 gennaio del prossimo raduno europeo dei giovani — la meditazione verterà sulla lettera 2012-2015 Verso una nuova solidarietà, scritta dal priore di Taizé, fratel Alois, lettera che continua a essere al centro del pellegrinaggio di fiducia animato dalla comunità. Se per il 2012 il messaggio è stato «Aprire vie di fiducia fra le persone», per il 2013 «Scoprire le sorgenti della fiducia in Dio» e per il 2014 «Cercare la comunione visibile di tutti coloro che amano Cristo», nel 2015 l’invito è a «Diventare “sale della terra”». Cristo, osserva Alois, «non è venuto per costituire i cristiani in una società isolata e separata; egli li manda per servire l’umanità come fermento di fiducia e di pace. Una comunione visibile fra cristiani non è fine a se stessa, ma un segno nell’umanità: “Voi siete il sale della terra” (Matteo, 5, 13)». Nella ricerca per creare nuove solidarietà e aprire vie di fiducia ci sono delle prove personali da affrontare, solo in apparenza insuperabili: «La nostra risposta — conclude il priore nella lettera — non è forse quella di amare sempre di più?».

A Praga sono attese circa trentamila persone provenienti da sessantacinque nazioni, soprattutto europee, in particolare dalla Polonia. I partecipanti verranno ospitati in parte in scuole, palestre e sale parrocchiali, in parte in famiglie che si sono rese disponibili ad accogliere i ragazzi. Da non dimenticare, fra le cose da portare, un materassino e il sacco a pelo, nell’eventualità si dovesse dormire per terra. Il programma è quello di sempre. La preghiera del mattino si terrà nelle parrocchie ospitanti, quella di mezzogiorno (comune) in diciassette chiese nel centro storico di Praga, quella della sera (anch’essa comune) in cattedrale e nei padiglioni della fiera nel distretto di Letňany, dove si canterà insieme, si cenerà e si incontreranno i gruppi di riflessione per discutere di vari temi, spirituali e sociali.

Fratel Alois, con le sue meditazioni serali e con quattro «Proposte per il 2015», contribuirà a stimolare il dibattito, luogo di amicizia, accoglienza e comunione. Il 31 dicembre, dopo la veglia per la pace nelle parrocchie, avrà luogo la Festa delle nazioni per salutare l’anno nuovo.

Per organizzare al meglio il raduno, allestire visite e cellule di preparazione, è da settembre a Praga — il centro di coordinamento si trova nella casa natale di Franz Kafka — un gruppo composto da fratelli di Taizé, da suore di due congregazioni che vivono nel villaggio della Borgogna e da una quindicina di volontari. Principale obiettivo il coinvolgimento della comunità cristiana locale, in un Paese, la Repubblica Ceca, considerato fra i più atei d’Europa (più del 40 per cento della popolazione afferma di non professare alcuna religione). Si torna a Praga dopo ventiquattro anni. Nel 1990 — ricorda uno dei fratelli del gruppo incaricato di preparare l’evento — «l’incontro arrivò al momento giusto, per condividere, con tanta gente, la gioia della libertà ritrovata». C’era ancora la Cecoslovacchia e in quell’anno si tennero le prime elezioni libere. Oggi «siamo un po’ stanchi e abbiamo bisogno di rinnovare questa gioia. Il raduno giunge di nuovo al momento giusto».

Il 2015 sarà un anno importante per Taizé. Ad agosto si celebreranno il settantacinquesimo anniversario della comunità e il centenario della nascita del suo fondatore, fratel Roger. «Vengono a cercare una sorgente, un senso alla loro esistenza. Vengono con le loro domande, talvolta per liberarsi di un peso», diceva spesso per spiegare il successo degli incontri dei giovani, la loro speranza di essere accolti, ascoltati. La croce di Taizé è divenuta il simbolo di questo pellegrinaggio di fiducia sulla terra e a Praga sarà presente in tutti i luoghi di preghiera: «Il pellegrinaggio — scrisse fratel Roger nel 1992 nella Lettera dalle Filippine — non organizza i giovani in un movimento intorno a Taizé ma li stimola a diventare creatori di pace e portatori di fiducia, nelle loro città, nei villaggi, nelle parrocchie, con tutte le generazioni, dai bambini agli anziani. Chiunque può fare della propria vita un pellegrinaggio di fiducia, pregando, cercando di comprendere coloro che sono lontani per le loro origini, le loro scelte», semplicemente «compiendo gesti di riconciliazione intorno a sé» e «comunicando ad altri la bella speranza umana».

di Giovanni Zavatta

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