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Un rivoluzionario nella stiva

· ​Il Papa a Nomadelfia sulle orme di don Zeno ·

Chi è il padre e fondatore di Nomadelfia? Chi è don Zeno? Un sacerdote innamorato di Cristo, che ha amato la Chiesa e il popolo.

In una foto inedita un incontro tra don Zeno e Giorgio La Pira

A vent’anni, in caserma, ebbe uno scontro con un giovane anarchico. Zeno difende Cristo e la Chiesa, ma viene sopraffatto anche perché aveva abbandonato gli studi per vivere a contatto con il popolo. Rivolgendosi a Cristo, in una meditazione a 70 anni scrive: «E da quel contraddittorio, mi trasportasti solo in quella stanza del mio amico sergente, e ivi mi hai finalmente scarnato e ridato alla vera libertà: “né padrone né servo; né vendo né compro sudore umano per tutta l’esistenza”. Così decidemmo. Ero in ginocchio e là ti parlavo e là mi parlavi; sono uscito da quella stanza in tua compagnia e siamo ancora in viaggio per proporre alla Chiesa e al mondo la nostra rivoluzione, tua come autore, io come tuo aiutante unitamente a quanti adesso o da pochi anni ci hanno seguito e si sono dispersi, e altri ci hanno seguito e non si sono dispersi. Puoi dirlo, Gesù Salvatore del mondo, puoi dirlo che ti vogliamo veramente bene e che ti abbiamo seguito in compagnia in tutte le ore liete, drammatiche e tragiche. Tu costruisci e noi in tuo aiuto costruiamo la nuova civiltà. Siamo usciti insieme, in compagnia, come due meravigliosi e affezionati amici». In sintesi, si potrebbe definire un contemplativo in azione, sempre alla ricerca della volontà di Dio.

La Chiesa è madre, sempre. Nella sua «seconda prima messa», dopo oltre otto anni di laicizzazione ottenuta pro gratia, dirà che con i figli un po’ vivaci, come Nomadelfia, qualche scappellotto vola... Ma aggiungerà che non c’è stata mai neanche lontanamente l’idea di uscire dalla Chiesa. In altri testi, paragonando la Chiesa alla barca di Pietro, aveva detto che era disposto a stare nella stiva con i topi, pur di restare nella barca. L’aveva riconosciuto lo stesso Papa Francesco il 17 dicembre 2016: «Don Zeno Saltini, il vostro fondatore, pur tra difficoltà e incomprensioni, è andato avanti fiducioso, con l’obiettivo di portare la buona semente del Vangelo, anche nei terreni più aridi. E ci è riuscito! La vostra comunità di Nomadelfia ne è la prova. Don Zeno si presenta a noi oggi come esempio di fedele discepolo di Cristo che, ad imitazione del divino Maestro, si china sulle sofferenze dei più deboli e dei più poveri diventando testimone di una carità inesausta. Il suo coraggio e la sua perseveranza vi siano di guida nel vostro quotidiano impegno di far fruttificare i germi di bene che egli ha abbondantemente seminato, animato da passione evangelica e sincero amore alla Chiesa».

di Francesco di Nomadelfia

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18 marzo 2019

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