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​Un rifugio sicuro

· ​Cresce il movimento Sanctuary negli Stati Uniti ·

Si sta allargando a macchia d’olio negli Stati Uniti l’adesione all’iniziativa New Sanctuary Movement, che mira a coinvolgere le comunità religiose del paese a dare accoglienza agli immigrati irregolari a rischio di espulsione, garantendo loro una sorta di immunità. Da New York alla California, dal Texas a Chicago, sono sempre di più — secondo quanto riferisce anche Riforma.it (quotidiano in rete delle comunità evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia) — i luoghi di culto che aprono le porte per accogliere immigrati senza documenti. Centinaia di parrocchie cattoliche e protestanti e molte sinagoghe si sono offerte spontaneamente di aiutare i rifugiati in difficoltà, forti di un’antica tradizione, che vede i luoghi di culto, così come gli ospedali o le scuole, inaccessibili a polizia e agenti federali, una sorta di zona franca dove non si possono effettuare arresti o interrogatori.

Secondo l’agenzia Fides, il numero di chiese e congregazioni religiose che hanno aderito all’iniziativa (in spagnolo chiamta Nuevo movimiento santuario) supera ormai quota ottocento, e gli organizzatori sperano ora di riuscire a coinvolgere anche le moschee. Durante questa settimana sono state organizzate veglie, conferenze e manifestazioni a Los Angeles e San Francisco (California), Denver (Colorado), Portland (Oregon), Tucson (Arizona) e Philadelphia (Pennsylvania).
Il primo Movimiento santuario è nato nella comunità presbiteriana a sud di Tucson, nel marzo 1982, come sfida al governo federale che in quel momento doveva risolvere il problema degli immigrati che arrivavano dall’America centrale in fuga da guerre civili. Il movimento è cresciuto e poco tempo dopo contava già sull’adesione di cinquecento realtà protestanti, cattoliche ed ebraiche in diciassette città, che da allora sono diventate un punto di riferimento sicuro per centinaia di migliaia di immigrati.

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13 novembre 2018

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