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Un raro incontro

· Tra Stati Uniti e Corea del Nord ·

È in corso da ieri all’Onu un raro e delicato incontro tra delegati degli Stati Uniti e della Corea del Nord, a 58 anni esatti dalla firma dell’armistizio che concluse la guerra coreana, finita il 27 luglio 1953. Il viceministro degli Esteri del regime comunista di Pyongyang, Kim Kye Gwan, è stato accolto da Stephen Bosworth, inviato della Casa Bianca per la Corea del Nord e ospite del faccia e faccia alla rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti all’Onu. Nonostante le perplessità di Washington, Pyongyang spinge da anni per negoziati diretti con l’Amministrazione del presidente Barack Obama, dicendosi pronta a discutere il suo programma atomico, che ha spinto il Consiglio di sicurezza dell’Onu a imporre sanzioni contro il regime stalinista di Kim Jong Il.

I colloqui sono stati definiti «seri e costruttivi» dalle due parti nella speranza che contribuiscano a far riprendere i colloqui a sei (Corea del Nord, Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone, Russia e Cina) per la denuclearizzazione nordcoreana. «L’atmosfera è buona, l’incontro è costruttivo e interessante. Abbiamo scambiato delle opinioni su questioni generali» ha dichiarato il viceministro Kim Kye Gwan. «Le discussioni di ieri sono state serie e approfondite. Siamo impazienti di proseguire gli incontri oggi», ha indicato dal canto suo il dipartimento di Stato americano in un comunicato. Queste discussioni «esplorative», secondo l’espressione degli Stati Uniti, hanno per obiettivo la ripresa dei colloqui a sei sospesi dal dicembre del 2008. «Per noi è un’occasione di sondare i nordcoreani e valutare la loro serietà», ha dichiarato un portavoce del dipartimento di Stato americano, sottolineando che «le parole non sono sufficienti». La posizione di Washington è ben conosciuta, ha detto il portavoce: il regime comunista di Pyongyang deve rispettare i suoi impegni» presi nel 2005 e «prendere delle misure concrete verso la denuclearizzazione».

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18 giugno 2019

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