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Un punto per la diplomazia

· Iran e Turchia per una tregua in Siria ·

Lo sforzo della  diplomazia internazionale per trovare una soluzione negoziata al conflitto in Siria ha segnato ieri un punto importante, incassando  un risultato che poche ore prima sembrava improbabile. La Coalizione nazionale siriana, rappresentativa di parti delle opposizioni al  presidente Bashar Al Assad, ha infatti mutato la posizione espressa il giorno prima al Cairo dal suo presidente Ahmad Jarba. Proprio Jarba ha detto che la coalizione parteciperà alla conferenza internazionale, nota come Ginevra 2, fissata dopo molti rinvii per il 22 gennaio. Restano a livello di richieste politiche quelle che lo stesso Jarba aveva in precedenza indicato come pregiudiziali, cioè la rimozione di  Assad dal potere e l’esclusione dalla conferenza dell'Iran, principale alleato regionale del Governo di Damasco.

Sotto questo aspetto, peraltro, sempre ieri sembra esserci stata un’ulteriore svolta, con un incontro a Teheran  dei ministri degli esteri iraniano,  Mohammad Javad Zarif, e turco,  Ahmet Davutoğlu. Iran e Turchia sono schierati su fronti opposti  sostenendo rispettivamente il Governo di Damasco e gli insorti. Ieri, però,  i due ministri  hanno dichiarato insieme che gli sforzi  devono puntare a imporre un cessate il fuoco.

Da parte sua, il ministero degli Esteri di Damasco ha ribadito che sono vittime di illusioni quanti, in Siria e all’estero, pensano che la conferenza di pace  porti a un’uscita di scena del presidente Assad.

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19 luglio 2019

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