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Un provvedimento inutile
e costoso

· ​I vescovi statunitensi sulla proclamazione dell’emergenza nazionale per bloccare i migranti ·

Profonda preoccupazione è stata espressa dai vescovi degli Stati Uniti a proposito della decisione presa del presidente Donald Trump di dichiarare l’emergenza nazionale per ottenere i fondi federali necessari per costruire il muro con il Messico. 

A New York centinaia di persone si sono radunate per manifestare, mentre in California e nello Stato di New York sono state annunciate azioni legali contro contro l’amministrazione. «Dal nostro punto di vista — hanno affermato i presuli — un muro di confine è innanzitutto un simbolo di divisione e di acredine tra due Paesi amici. La sua costruzione sarebbe uno sperpero di risorse in un momento di austerità finanziaria. Inoltre, danneggerebbe l’ambiente circostante, interromperebbe il sostentamento degli allevatori e degli agricoltori, indebolirebbe la cooperazione e il commercio tra le comunità di confine e minerebbe il diritto alla libertà di culto».
Come accennato, nelle ultime ore migliaia di manifestanti hanno sfilato per le strade di New York contro la decisione di Trump. L’organizzazione no profit Public Citizen ha promosso una causa legale a tutela di tre proprietari di terreni nell’area di Rio Grande Valley, nel sud del Texas, ai quali il Governo ha comunicato che realizzerà alcune sezioni del muro sulla loro proprietà. El Paso si è alleata con altre tre organizzazioni no profit e ha presentato un’altra azione legale contro la proclamazione dell’emergenza nazionale: nella causa — riportano i media americani — si mette in evidenza come la dichiarazione vìoli il principio di separazione dei poteri e si sostiene che danneggerà senza motivo la comunità della cittadina.

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22 maggio 2019

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