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Un progetto
che nasce dall’esperienza

· La famiglia al centro di un seminario di studi organizzato dal movimento dei Focolari ·

Mary Cassatt, «La famiglia» (1893, particolare)

«Emozionante perché è impegnativa; impegnativa perché vitale», scriveva G.K. Chesterton in Eretici, riferito alla famiglia; una famiglia la cui vitalità ha rappresentato il cuore del dibattito del seminario di studi internazionali «Il patto di reciprocità nella vita familiare», organizzato dal Movimento dei Focolari e tenutosi a Loppiano, nel marzo scorso. Oltre a riflettere sui cinquant’anni di attività del Movimento famiglie nuove, il seminario ha espresso il bisogno, il desiderio e l’intenzione che tale ricchezza d’esperienza venga raccolta, meditata, studiata, in un Centro studi e vita interamente dedicato alla famiglia: una realtà capace di mettere in relazione l’esperienza vissuta e la riflessione intellettuale, inaugurando un tracciato di pensiero che abbia come interfaccia l’esperienza concreta, viva, palpitante della famiglia stessa. Una famiglia, dunque, che vuole abitare nel mondo in modo consapevole e responsabile, intenzionata a trarre, da un’operazione di riflessione sulla propria esperienza, nuova linfa e nuove prospettive. L’idea del centro è in abbozzo, in fieri, ma pressante è il desiderio di sistematizzare un’esperienza incandescente come quella di Famiglie Nuove, studiando sul piano scientifico e accademico il matrimonio e la famiglia, intesa come luogo d’eccellenza in cui si attua la cruciale dinamica di apertura dell’io all’altro. «Il mondo della famiglia — dichiarano Barbara e Paolo Rovea, membri della segreteria internazionale di Famiglie Nuove — ci pone continuamente di fronte a nuove sfide: di tipo culturale, etico, educativo. Vogliamo fornire risposte sempre più qualificate, attingendo a quanto di sperimentato già esiste nel mondo e dando un nostro contributo per percorsi in grado di rispondere a esigenze incalzanti e pressanti».

Fin dai primi tempi del Movimento dei Focolari, anche delle famiglie intesero condividere quella “spiritualità dell’unità” che Chiara Lubich e le sue prime compagne stavano scoprendo e iniziando a vivere. Diffusasi ora a livello mondiale, Famiglie Nuove, è una realtà variegata, complessa e in costante sviluppo, che vede nei periodici incontri tra famiglie di tutto il mondo (il Family Fest arriva a riunirne migliaia) la possibilità di condividere esperienze di vangelo vissuto, confrontandosi e formandosi su specifici temi familiari, vivendo in comunione di beni, anche di denaro, inviato e raccolto centralmente a Roma e poi ridistribuito in tutto il mondo a famiglie in necessità, in particolare nei luoghi più critici del mondo. Il numero di onlus a livello mondiale, nate da Famiglie Nuove, permette di sostenere numerosi progetti di solidarietà a distanza, aiutando circa quindicimila bambini e le loro famiglie in varie parti del mondo, accogliendo profughi, attuando interventi per emergenze umanitarie, avviando adozioni internazionali. Non mancano, inoltre, all’interno di questo movimento, momenti di formazione e di accompagnamento specifici per fidanzati, per coppie giovani, per separati, come pure iniziative di respiro internazionale indirizzate ai bambini e ai ragazzi. Barbara e Paolo Rovea spiegano come, in seguito a tali premesse, sia gestita la Scuola Loreto a Loppiano, sulle colline vicino a Firenze: «In questa piccola cittadina che ha nel Vangelo vissuto la legge principale, una decina di famiglie provenienti da diverse parti del mondo, decidono per un anno circa di lasciare la propria terra, coi figli, per fare un’esperienza di approfondimento della vita del Vangelo, accompagnate nel loro percorso da altre coppie mature. Ciascuna vive nel proprio alloggio, vicino alle altre famiglie, una vita “normale”, fatta di lavoro, scuola per i ragazzi, gioco, studio e lezioni di approfondimento su temi spirituali e famigliari, esperienze condivise anche col resto della cittadina. Un’esperienza unica, che forma e rafforza queste famiglie, rendendole poi atte, una volta ritornate nei rispettivi paesi, a diventare sostegno e riferimento per molte altre. Eppure, continuano Barbara e Paolo, «ora sentiamo di poter fare un passo ulteriore». L’idea del Centro studi e vita nasce dall’esigenza di saldare, in modo competente e qualificato, esperienze concrete e teoria accademica, prassi e cultura.

di Elena Buia Rutt

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25 agosto 2019

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