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Un prete e un laico
uniti nella missione

· Ad Aversa la beatificazione dei martiri Mario Vergara e Isidoro Ngei Ko Lat ·

Un prete e un laico uniti dallo stesso desiderio di annunciare Cristo al mondo e accomunati dalla stessa sorte: martiri per la fede e la carità. Si tratta di Mario Vergara, sacerdote del Pontificio istituto missioni estere, e del catechista Isidoro Ngei Ko Lat, che vengono beatificati sabato pomeriggio, 24 maggio, nella cattedrale di Aversa, dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi in rappresentanza di Papa Francesco.

Padre Vergara nacque a Frattamaggiore (Napoli), diocesi di Aversa, il 18 novembre 1910. Il 26 agosto 1934 venne ordinato sacerdote a Bernareggio dal cardinale Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano. Il 30 settembre 1934 partì per la Birmania. In un solo anno imparò tre lingue, prese confidenza con la gente, le religioni e i costumi locali. La realtà era drammatica: pochi i missionari, scarsi i mezzi, povera la gente, l’ingiustizia palese.

In un viaggio alla ricerca di catechisti indigeni, il missionario conobbe e scelse Isidoro Ngei Ko Lat. Questi era nato a Taw Pon Athet tra il 1918 e il 1920 da poveri genitori cattolici. Gli atti di violenza e di intimidazione nei confronti dei cattolici cominciarono fin dai primi mesi del 1950, intensificandosi nell’aprile dello stesso anno. Nella prima decade di quel mese, infatti, il catechista Giacomo Còlei fu imprigionato a Taruddà. Poco dopo si diffuse la notizia della cattura e dell’uccisione di un altro catechista, Pio. Per evitare che altri catechisti venissero presi dai ribelli, padre Vergara chiese un incontro a Shadaw con Tire, fissato per il 24 maggio 1950. Arrivati al centro di Shadaw, Mario e Isidoro, che lo accompagnava, ebbero la sorpresa di trovare Richmond al posto di Tire. Invece di trattare la liberazione del Còlei, il missionario fu sottoposto a un duro interrogatorio. Alla stessa ora fu assalita la casa della missione, dove si trovava padre Pietro Galastri, che fu portato nella foresta e ucciso: nessuno poté essere testimone della sua morte e il suo corpo fu lasciato in pasto alle belve.

Dopo l’interrogatorio, padre Vergara e Isidoro vennero ammanettati e condotti verso il fiume Salween, scortati da soldati ribelli. La loro via crucis durò almeno sei ore, terminando sulle rive del fiume verso l’alba del giorno seguente, giovedì 25 maggio 1950.

Ulderico Parente

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20 maggio 2019

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