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​Un presepe
per il Laterano

«Gesù non invecchia mai, neppure se si tratta di uno spettacolo rock, perché le donne e gli uomini di ogni tempo restano affascinati dalla verità del suo insegnamento». Va dritto al cuore Ted Neeley che, a settantacinque anni, continua vestire i panni del protagonista del musical Jesus Christ Superstar. Stamani, nell’aula Paolo VI, Francesco ha salutato la compagnia dello spettacolo, in scena al teatro Sistina di Roma fino al 16 dicembre, nella versione originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice.

Protagonista principale è sempre Neeley, storico interprete anche del celebre successo cinematografico del 1973. Per Neeley il musical continua a essere «una grande esperienza che ha arricchito la mia vita come nessuna altra cosa: è una grande responsabilità interpretare un ruolo che è in linea con la mia spiritualità». Racconta di essere cresciuto in un ambiente fortemente cristiano, nel Texas, tanto che «il Vangelo era il mio pane quotidiano e se non avessi avuto la fortuna di avere questa formazione fin dall’infanzia forse non sarei riuscito a fare bene il mio lavoro in quest’opera: sul set del film Jesus Christ Superstar il regista Norman Jewson diceva sempre che se qualche attore aveva bisogno di una “consulenza biblica” avrebbe dovuto rivolgersi a me».

Durante l’udienza Francesco ha stretto in un abbraccio Angelo Frijia, nel ricordo della moglie Stefania e dei due suoi bambini, Christian e Nicolò, di sette e due anni, travolti dall’alluvione e dalla furia del torrente Cantagalli, in Calabria, lo scorso 4 ottobre. «Distrutto dal dolore» l’uomo, ha chiesto di incontrare il Papa «per trovare il coraggio di continuare e a vivere nella fede e nell’amore verso Dio e verso il prossimo». La sua famiglia, è il suo straziante racconto, è stata trascinata via dall’acqua mentre rientrava a casa, nella zona tra San Pietro a Maida e San Pietro Lametino. I tre corpi sono stati ritrovati a fatica nel fango e il 12 ottobre sono stati celebrati i funerali. Oggi Frijia ricorda con gratitudine «i volontari che hanno cercato, insieme a me, i miei familiari: la mia vicenda può insegnare che con il cuore le cose possono cambiare in meglio» anche per tutta la Calabria.

Il Papa ha poi festeggiato, con i redattori, gli ottant’anni della sezione polacca della Radio Vaticana i cui programmi contano ogni giorno due milioni di ascoltatori.

Infine il Pontefice ha benedetto un presepe, a grandezza naturale, realizzato da un artigiano messicano e donato espressamente «per la cattedrale del Papa». E infatti sarà ora collocato a San Giovanni in Laterano. L’iniziativa è stata promossa in particolare da Antonio Berumen, Juan Beckmann insieme a Sandro Barbagallo, curatore del museo del tesoro e delle opere d’arte della basilica lateranense.

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21 luglio 2019

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