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Un ponte musicale tra oriente e occidente

· Il concerto offerto in Vaticano da Cirillo a Benedetto XVI ·

Nell'ambito del concerto organizzato in onore di Benedetto XVI in occasione delle giornate di cultura e di spiritualità russe in Vaticano promosse dal Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Cirillo, giovedì 20 nell'Aula Paolo VI si tiene un concerto di musiche scelte con l'intenzione di costruire un ideale ponte culturale tra oriente e occidente. L'Orchestra nazionale russa, il Coro sinodale di Mosca e la Cappella di corni della Russia proporranno un programma che svaria, tra l'altro, dalla versione orchestrale di Vocalise, di Sergej Rachmaninov a La grande porta di Kiev, dai Quadri di un'esposizione di Modest Musorgskij, passando attraverso la Canzoncina napoletana di Nikolaj Rimski-Korsakov, una rielaborazione della celebre tarantella napoletana Funiculì funiculà. In chiusura torneranno ancora Musorgskij e Rachmaninov, ma questa volta per coro solo: del primo si ascolterà L'Angelo proclamò, sulle parole della preghiera alla Madonna cantata dalla Chiesa Ortodossa nel periodo pasquale, del secondo A Te cantiamo e Lodate il Signore, brano che più di altri raggiunge, come la Veglia da cui è tratto, una sintesi tra la tradizione vocale russa e l'esperienza musicale occidentale. A chiudere la serata sarà la sinfonia per coro e orchestra Canto dell'Ascensione composta dal metropolita di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per gli Affari Esteri del Patriarcato di Mosca, Ilarione. Dal programma di sala pubblichiamo un saggio che analizza il lavoro e ne esplicita le intenzioni spirituali.

La sinfonia Canto dell'Ascensione è stata composta dal metropolita Ilarione nell'agosto 2008, durante un breve soggiorno in Finlandia. La base del libretto è costituita dal testo di sette salmi dell'ultima parte del Salterio. Due di essi nella Bibbia riportano il sottotitolo Canto delle ascensioni , che ha dato il nome alla sinfonia. Questa è composta di cinque parti, ognuna delle quali ha un suo sviluppo drammatico. La drammaturgia dell'intera opera è l'elevazione dell'anima dall'abisso della disperazione fino alle vette della letizia spirituale e della lode esultante a Dio.

Nella prima parte della sinfonia risuonano le parole del Salmo 130 (129) «Dal profondo a Te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce». Questo testo con la sua tristezza esprime lo stato d'animo di chi si trova sull'orlo della disperazione e chiede a Dio di salvarlo. L'inizio del brano è scritto secondo la forma della Passacaglia, variazione su un tema mentre i bassi ripetono di continuo un inciso. Nell'orchestra all'inizio dominano gli archi, prima che si unisca anche il coro. Alle battute finali partecipano anche i fiati e le percussioni.

Base della seconda parte sono le parole del Salmo 121 (120): «Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l'aiuto?». Tema del salmo è la speranza in Dio, che preserva il fedele da ogni male. La forma musicale qui è quella della fuga su un tema tessuto da triadi di si minore. L'esposizione è eseguita solo dagli archi; nello sviluppo si unisce anche il coro: la struttura polifonica della partitura d'orchestra si alterna a brevi frasi del coro a cappella, scritte secondo il sistema omofonico-armonico e eseguite più lentamente che la musica dell'orchestra.

La terza parte, scritta sul testo del Salmo 137 (136) («Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion»), rappresenta il culmine lirico della sinfonia. Il salmo descrive la tragica sorte del popolo ebraico durante la prigionia babilonese. I temi fondamentali del salmo sono la nostalgia della patria perduta, il giuramento di fedeltà alla terra dei padri, i ricordi dei canti della terra natale. Questa parte della sinfonia è composta nella forma del canto strofico. All'orchestra si aggiunge un'arpa, in accordo col testo del salmo («Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre»).

Con la quarta parte cambia il carattere della sinfonia: i sentimenti di tristezza e nostalgia si risolvono nella lode trionfale a Dio. A base del testo sono le parole del Salmo 135 (134): «Lodate il nome del Signore, lodatelo, servi del Signore, voi che state nella casa del Signore, negli atri della casa del nostro Dio». Se nelle prime due parti della sinfonia prevaleva l'orchestra, in questa quarta parte domina il coro. Le voci maschili e quelle femminili cantano ad antifona.

La quinta parte della sinfonia unisce gli ultimi tre Salmi del salterio: 148, 149 e 150. Le voci del coro si uniscono in un recitativo che il coro maschile e quello femminile cantano all'ottava, accompagnati dall'orchestra. Il coro scandisce le parole del salmo, salendo verso l'acuto a ogni nuova frase. Le parole del salmo 150 menzionano strumenti musicali che suonano nel momento in cui vengono nominati: alle parole «Lodatelo con squilli di tromba» risuonano gli ottoni, dopo «lodatelo con timpani e danze» suonano le percussioni, dopo «lodatelo sulle corde e con l'organo» all'orchestra si unisce appunto l'organo. Nelle battute finali della sinfonia si riprende la Passacaglia della prima parte, ma ciò che era in re minore all'inizio dell'opera diventa re maggiore, col conseguente ribaltamento completo della gamma emotiva. La sinfonia si conclude con un ripetuto Alleluia.

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20 ottobre 2019

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