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Un poema di vita apostolica e missionaria

· Centosessanta anni delle suore cappuccine della Madre del Divin Pastore fondate dal religioso ·

In occasione dei 160 anni delle suore cappuccine della Madre del Divin Pastore, fondate da José Tous y Soler, il cardinale segretario di Stato ha scritto per la congregazione la seguente riflessione.

La congregazione delle suore cappuccine della Madre del Divin Pastore celebrerà, il 27 maggio prossimo, il 160° anniversario della sua fondazione, che coincide con l'attesa beatificazione del fondatore. È un evento di grazia che s'inserisce, come una perla preziosa, nell'Anno sacerdotale promulgato da Benedetto XVI, e che ricorda con gioia, come un poema di vita apostolica e missionaria, la dedizione di tante donne consacrate al servizio della Chiesa e dei fratelli più bisognosi.

L'istituto ha la propria origine nell'ispirazione di un sacerdote spagnolo, il venerabile cappuccino José Tous y Soler. Questi, come conseguenza della rivoluzione del 1835, si vide obbligato ad abbandonare il convento di Santa Madrona, di Barcellona. Fu messo in carcere e poi mandato in esilio, in Italia e in Francia. In quest'ultimo Paese lavorò alacremente nella diocesi di Tolosa, finché nel 1843 potè tornare a Barcellona, dove si dedicò alla diffusione del carisma francescano, al culto di Maria, Madre del Buon Pastore, e soprattutto alla formazione cristiana dei giovani. Fu proprio come frutto di questo lavoro apostolico che sorse il nucleo iniziale della sua fondazione, con le giovani collaboratrici Remedio Palos, Isabel Jubal e Marta Suñol, che aprirono la prima opera, una scuola cristiana, a Ripoll, il 27 maggio 1850. Remedio Palos y Casanova fu la prima suora professa di una lunga lista di cappuccine della Madre del Divin Pastore, che s'impegnarono a vivere secondo lo spirito di santa Chiara d'Assisi, ma con la missione specifica di collaborare con la Chiesa all'evangelizzazione dei bambini e dei giovani di classe umile, attraverso un'educazione integrale, ossia una formazione culturale, sociale, morale e religiosa.

Conformemente alla sua visione spirituale, padre Tous decise di consacrare la nuova congregazione e tutte le sue opere a Cristo, Buon Pastore, e a sua Madre, Maria Santissima. Durante la sua vita fondò otto comunità, a Barcellona, Gerona e Madrid, con cinque scuole, un ospedale, un centro di rieducazione dei giovani e una casa per bambini abbandonati. Dopo la morte di padre Tous, avvenuta il 27 febbraio 1871, la congregazione si diffuse in Spagna, sviluppando la propria attività a Barcellona, Gerona, Vizcaya, Badajoz, Murcia, Palencia e Madrid, e oltre confine, in Francia e in Italia (Roma), e a partire dal 1920 in Iberoamerica, precisamente in Nicaragua, Costa Rica, Guatemala, Cuba e Colombia.

All'attività tradizionale si sono aggiunte, progressivamente, la partecipazione e la collaborazione alla pastorale diocesana, soprattutto con la catechesi e la formazione di catechisti, l'assistenza a giovani universitari, in residenze e case di spiritualità, e l'animazione di gruppi di volontari, specialmente a sostegno di centri missionari. Da alcuni anni esiste anche una comunità nella Città del Vaticano, caratterizzata da un servizio speciale ai collaboratori del Papa e da una concreta proiezione di solidarietà missionaria.

La missione salvifica della Chiesa trova nella vita consacrata una splendida realizzazione storica ed esistenziale del mistero dell'amore di Dio, manifestatosi duemila anni fa nell'Incarnazione del Verbo e nel compimento della Redenzione. La vita consacrata è un'epifania dell'Amore di Dio, e nelle diverse modalità suscitate nella storia si riflettono i tratti caratteristici della vita di Cristo, «sia nella contemplazione sul monte, sia nel suo annuncio del regno di Dio alle turbe, sia quando risana i malati e gli infermi e converte a miglior vita i peccatori, sia quando benedice i fanciulli e fa del bene a tutti, sempre obbediente alla volontà del Padre che lo ha mandato» ( Lumen gentium , numero 46).

Le suore cappuccine, secondo il carisma di padre Tous, si sono ispirate in modo particolare al passaggio evangelico in cui Gesù «vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore» (Matteo , 9, 36). Per questo, spinte dall'impulso missionario, portano al loro passaggio «la pace e il bene», come padre Tous le esortava a fare. È una realtà che si ripete ovunque esse sono presenti, come lievito nella massa. Sono un'icona vivente di Cristo. Come ha detto Papa Giovanni Paolo II nella sua esortazione post-sinodale Vita consecrata , «lasciandosi guidare dallo Spirito in un incessante cammino di purificazione, essi diventano, giorno dopo giorno, persone cristiformi , prolungamento nella storia di una speciale presenza del Signore» (numero 19). È questa la testimonianza che la Chiesa si aspetta ed è un auspicio fiducioso del decreto di approvazione delle costituzioni rinnovate (1984), affinché le suore cappuccine «con spirito di profonda contemplazione come Maria, Madre del Buon Pastore, annuncino con la vita e la parola il Mistero di Cristo e della sua Chiesa, e, restando costantemente aperte allo Spirito Santo, siano fedeli alla missione specifica che il servo di Dio padre José Tous y Soler ha trasmesso loro: l'educazione cristiana dei bambini e dei giovani».

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19 settembre 2019

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