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Un pilastro in soffitta

· Il Vangelo secondo gli italiani ·

Ha ragione Papa Francesco a raccomandare la costante lettura del Vangelo, troppo spesso trascurato, sebbene amato. Lo conferma una ricerca del Censis «Il Vangelo secondo gli italiani» che ha evidenziato dati significativi nella loro contraddizione: ben sette italiani su dieci, infatti, ce l’hanno a casa, ma giace dimenticato in qualche armadio, talora in soffitta, se non addirittura in cantina. Tanto che l’ottanta per cento delle settecento persone intervistate ha ammesso di leggerlo «mai o quasi mai». Ma nello stesso tempo spicca un dato confortante: la metà dei giovani che ha il Vangelo in casa, lo legge.

Giovanni da Fiesole detto Beato Angelico, «Trasfigurazione»  (1438-1445, Firenze)

I risultati della ricerca, promossa dalla Utet a chiusura del giubileo della misericordia, sono stati illustrati nella mattina di venerdì 28 a Roma, in un incontro durante il quale è stata presentata l’opera I Vangeli nella cultura e nell’arte.

Il libro contiene saggi dell’arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto, Bruno Forte, di monsignor Timothy Verdon e del filologo e critico d’arte Piero Boitani. I tre — sottolinea il presidente Utet Grandi Opere, Fabio Lazzari — inquadrano e mettono in luce il ruolo vivificante dei testi evangelici nella storia spirituale, artistica e culturale.

Il vasto apparato di immagini a corredo dell’opera rappresenta un itinerario necessariamente incompleto ma indicativo della storia della visione cristiana: si va dal Buon Pastore delle Catacombe di Priscilla con cui si inaugurò, nel iii secolo, l’iconografia cristiana, alla Resurrezione di Pericle Fazzini, che campeggia nell’Aula Paolo VI in Vaticano, passando per i massimi autori, da Giotto a Leonardo, da Raffaello a Michelangelo, da Grünewald a Rembrandt.

di Gabriele Nicolò

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23 maggio 2019

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