Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Un piano per Ventimiglia

· Per il capo della polizia Gabrielli necessario il trasferimento dei migranti in centri di accoglienza ·

«Dobbiamo decomprimere la situazione a Ventimiglia e c’è un solo modo per farlo: prendere queste persone e portarle da un’altra parte». Questo il piano del capo della Polizia Franco Gabrielli, arrivato in visita in Liguria, ieri, per fare il punto della situazione sulla presenza dei migranti nella città di confine, dopo gli scontri e le tensioni degli ultimi giorni. Occorre — ha detto Gabrielli — «intensificare le operazioni» per destinare ad altri centri di assistenza i migranti (circa 500) accolti a pochi passi dalla frontiera, nel campo Roja della Croce rossa.

Il confine tra Italia e Francia a Ponte San Ludovico (Afp)

Tuttavia, «non è difficile immaginare che continueranno ad arrivare» ha affermato lo stesso Gabrielli, rivendicando il fatto di essere riuscito a mantenere più o meno invariato il flusso degli arrivi a Ventimiglia nonostante «le moltissime persone che stanno risalendo la penisola e le molte che ci vengono restituite dai colleghi francesi». Questa stabilità è stata mantenuta con «trasferimenti, servizi e programmazione». E ha aggiunto: «Se Ventimiglia non è la Calais d’Italia è perché abbiamo realizzato controlli in grado di ridurre e non incrementare il flusso. E abbiamo smistato in altri centri i migranti che pressavano lì». In altri termini, «la situazione è grave ma non tragica e credo che lo sforzo durerà almeno fino alla fine dell’estate. Per quanta accoglienza si offra, i migranti vogliono passare la frontiera. Dall’altra parte la disponibilità non c’è e dobbiamo perciò gestire questa situazione di stallo».
Per il prefetto di Genova, Fiamma Spena, è necessaria «una diversa distribuzione sul territorio che veda minore concentrazione di persone in pochi Comuni ma preveda una diffusione ampia di accoglienza alla quale contribuiscano un numero più alto di Comuni di quanto avviene adesso».
Emergenza anche a Como. È entrato in attività ieri il presidio sanitario mobile per assistere i circa 500 profughi accampati in condizioni critiche vicino alla stazione. «A fronte dell’emergenza umanitaria a cui stiamo assistendo in questi giorni — ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera — la Lombardia si è immediatamente mobilitata». All’interno del presidio sono in servizio un medico della Croce rossa, due infermieri e due operatori. «L’Ordine dei medici — ha sottolineato l’assessore — ha già annunciato la possibilità di impiego di circa 25 medici volontari».

Intanto, prosegue la lotta alle reti di trafficanti che sfruttano l’immigrazione. Cinque egiziani sono stati fermati ieri con l’accusa di traffico di esseri umani e di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE