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Un piano contro
la povertà in Italia

· Richiesta della Caritas alle istituzioni ·

Roma, 11. L’obiettivo è ambizioso: «migliorare, in questo tempo segnato dal generalizzato peggioramento delle condizioni di vita della popolazione e dall’aumento della povertà, le condizioni di coloro che non riescono neppure a raggiungere quello standard di vita considerato minimamente accettabile».

 È questo l’orizzonte lungo il quale si muove il rapporto di Caritas Italiana su «Il bilancio della crisi. Le politiche contro la povertà in Italia», presentato oggi in una conferenza stampa che ha visto intervenire, tra gli altri, il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti. «Ripartire dalla povertà assoluta significa assumersi la responsabilità di indicare non solo i fattori e le situazioni socio-economiche che più espongono ai rischi di una condizione di grave esclusione, ma anche indicare valutazioni fondate e prospettive realizzabili di politiche pubbliche», ha spiegato il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu. Di qui la richiesta pressante, avanzata alle istituzioni, di dare vita a un «piano nazionale contro la povertà».

La premessa del rapporto — 131 pagine, disponibile on line su www.caritas.it — è, ovviamente, quella che negli anni della crisi la povertà in Italia è notevolmente aumentata. In cinque anni, dal 2007 al 2012, i poveri sono praticamente raddoppiati. Nel 2007 erano 2,4 milioni, cioè il 4,1 per cento della popolazione. Un lustro più tardi i poveri assoluti sono diventati 4,8 milioni, pari all’8% del totale. 

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