Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Un piano comune
per la sopravvivenza
del pianeta

· Il Pontefice invita i ministri delle finanze a unire gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra e salvaguardare il clima ·

Un piano comune per la sopravvivenza del pianeta: è quanto ha auspicato Papa Francesco intervenendo lunedì 27 maggio a una conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalla Pontificia accademia delle scienze. Nella Casina Pio iv, nei Giardini Vaticani, erano riuniti esperti della materia e i ministri delle finanze di diversi paesi, ai quali il Pontefice si è rivolto subito con un ammonimento: «Voi oggi siete qui — ha detto — per riflettere su come rimediare» alla «profonda crisi causata da una confusione dei nostri conti morali con i nostri conti finanziari»; e «per aiutare a fermare una crisi che sta conducendo il mondo verso il disastro». Infatti, ha chiarito, «nel nostro tempo sembra che i profitti e le perdite siano maggiormente considerati di quanto non lo siano le vite e le morti, e nel quale al patrimonio netto di un’azienda viene data la precedenza sul valore infinito dell’umanità».

Rilanciando gli accordi sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e quello sul Clima nella Cop21 di Parigi, il Pontefice ha fatto notare come in realtà gli investimenti in combustibili fossili continuino a crescere. Inoltre «l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha recentemente riferito che gli investimenti in energia pulita sono nuovamente diminuiti per il secondo anno consecutivo». E, ha aggiunto Francesco, le conseguenze di questa “inazione globale” sono sotto gli occhi di tutti: «Circa due settimane fa, alcuni centri di ricerca scientifica hanno registrato che la concentrazione di diossido di carbonio nell’atmosfera, tra le cause principali del riscaldamento globale legate ad attività umane, ha raggiunto le 415 parti per milione, il più elevato livello mai registrato». Ecco perché, ha concluso, «in giro per il mondo vediamo ondate di calore, siccità, incendi boschivi, inondazioni e altri eventi meteorologici estremi, innalzamento dei livelli del mare, emersione di malattie e di ulteriori problemi».

Il discorso del Papa

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE