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Per un percorso unico

· Ebrei e cristiani nel dialogo tra d’Ornellas e Bensahel ·

Lo spartiacque storico è una data: il 28 ottobre 1965, giorno in cui al concilio Vaticano II venne votata la dichiarazione Nostra aetate, che aprì un varco sulla strada che Israele e la Chiesa stavano percorrendo insieme nella storia, ormai non più all’insegna del “disprezzo” ma in quella della stima e dell’amicizia.

Marc Chagall, «L’ebreo in preghiera» (1914)

Lo scrive Cristiana Dobner aggiungendo che il clima rinnovato degli ultimi cinquant’anni ha consentito che due esponenti del dialogo ebraico-cristiano, l’arcivescovo di Rennes, Pierre d’Ornellas — presidente della Commissione episcopale francese per la catechesi e il catecumenato, membro di Notre Dame de Vie e già segretario del cardinale Lustiger — e Jean-François Bensahel, presidente dell’Unione liberale israelita di Francia, potessero incontrarsi e dialogare, senza infingimenti e in piena apertura su temi scottanti, alla presenza di Damien Le Guay quale moderatore, che ha condotto il dialogo e aiutato a chiarire le diverse posizioni dei due interlocutori (Monseigneur Pierre d’Ornellas et Jean-François Bensahel, Juifs et chrétiens, frères à l’évidence. La paix des religions, Paris, Odile Jacob, 2015, pagine 288, euro 23, 90).

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25 agosto 2019

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