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Un percorso nei giardini vaticani

Incuriosisce fin dal titolo una singolare guida agli spazi verdi del più piccolo stato del mondo. Scritto da Anna Bruno (Anima Persa Anima Ritrovata, periegesi all’interno dei giardini vaticani, Roma, Palombi Editori, 2017, pagine 240, euro 15), il libro vuole introdurre il lettore alla scoperta passo passo di luoghi poco conosciuti, ma nello stesso tempo costituisce un itinerario erudito che oltrepassa la loro storia: «Una volta iniziato il viaggio, il percorso si trasforma via via in curiosità ossessiva, in conoscenza ingorda» riconosce nel preludio l’autrice. Che tuttavia non si accontenta di descrivere quanto vede, ma affronta un vero e proprio percorso interiore cogliendo ogni minimo spunto per lunghe digressioni.

Resti delle antiche mura leonine nei giardini

Ecco dunque spiegato il titolo, che risulta inevitabilmente esoterico e vuole richiamarsi al genere letterario greco delle descrizioni antiquarie. Senza dubbio appropriate ai giardini che occupano metà del territorio vaticano e dove si affastellano resti medievali, decine di piccole fontane, congerie di manufatti e opere d’arte di epoche diverse. In un susseguirsi fittissimo di varietà botaniche e panorami inattesi, nel quadro della sistemazione attuale che risale ai lavori imponenti voluti negli anni trenta del Novecento da Pio XI, subito dopo la costituzione del minuscolo stato. E in questo vero e proprio labirinto Bruno si è mossa con passione, grazie all’aiuto competente di Luciano Cecchetti e ad alcuni compagni di viaggio, tutti conoscitori come pochi dell’affollatissimo verde vaticano: Gilberto Bianchi, Paolo Ferrara e Augusto Menosse.

L’itinerario prende l’avvio da una delle acquisizioni contemporanee dei giardini, e cioè dal frammento del muro di Berlino donato nel 1990 a Giovanni Paolo II, non lontano dalla Zitella, una scultura romana risalente con ogni probabilità al II secolo avanti l’era cristiana. E tra alberi e fiori inevitabilmente l’autrice s’imbatte in non pochi edifici, arrivando a sfiorare i musei e la basilica.

Nel libro le notizie e le digressioni accumulate sono così numerose e il percorso così intricato che difficile risulta però orientarsi, anche per l’assenza di un indice dei luoghi e dei nomi. In tre capitoli il viaggio apre così spazi che si dilatano oltre i confini vaticani, per concludersi a brevissima distanza dal suo inizio, al culmine dell’antico Belvedere ora restaurato. Da lì lo sguardo arriva fino alla cupola e a San Pietro, che secondo un promemoria di Bernini con lo spalancarsi del colonnato vuole abbracciare l’intero mondo. (g.m.v.)

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22 agosto 2018

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