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Un patto globale

· La proposta dell’Onu per far fronte all’emergenza immigrazione ·

Un appello agli Stati membri delle Nazioni Unite ad accogliere il dieci per cento dei profughi l’anno, e ad arrivare nel 2018 all’adozione di un Global Compact per gestire in maniera sicura e ordinata il fenomeno dell’immigrazione, oltre a non lasciare soli i Paesi di primo approdo. 

Un operatore umanitario  durante le procedure  di soccorso a Pozzallo (Ap)

È quanto chiesto dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nel rapporto sui movimenti migratori presentato ieri al Palazzo di Vetro. Ban Ki-moon propone «un patto globale sulla ripartizione delle responsabilità» e lancia una campagna anti-xenofobia, perché a suo parere «è tempo di costruire ponti e non muri tra le persone; lungi dall’essere una minaccia, rifugiati e migranti contribuiscono alla crescita e allo sviluppo dei Paesi di accoglienza». Il segretario generale ha indicato soprattutto la strada dell’integrazione. «Più queste persone vengono integrate, maggiore sarà il loro contributo alla società. Per questo servono nuove misure per promuovere l’inclusione sociale ed economica». Il rapporto dell’Onu fornisce una serie di raccomandazioni per rafforzare le risposte a quello che viene definito «un fenomeno globale». Si auspica dunque una ripartizione delle responsabilità da parte degli Stati membri e un impegno a rispettare «sicurezza e dignità» di profughi e migranti. Di qui, come detto, la proposta di accogliere ogni anno il dieci per cento del numero totale dei rifugiati, e di sviluppare un piano di cooperazione internazionale da adottare nel corso di una conferenza intergovernativa nel 2018.

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07 dicembre 2019

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