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Un passo da fare velocemente

· I presuli statunitensi sul Trattato per le armi convenzionali ·

I vescovi degli Stati Uniti hanno accolto l’approvazione del primo Trattato internazionale sul commercio delle armi da parte delle Nazioni Unite — avvenuta il 2 aprile scorso —  come «un passo importante». In una lettera che il vescovo di Des Moines, Richard Edmund Pates, presidente della Commissione per la giustizia internazionale e la pace della Conferenza episcopale, ha inviato al segretario di Stato, John Kerry, si esorta perciò il Governo statunitense a porre la propria firma il prossimo giugno al documento dell’Onu. Gli Stati Uniti sono stati tra i promotori dell’iniziativa, assieme ad altri Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Gli Stati, tuttavia, ratificheranno il Trattato a partire dal mese di giugno, e il documento entrerà in vigore con la firma di almeno cinquanta Paesi. Si tratta di un impegno globale a regolamentare il mercato delle armi convenzionali, legandolo al rispetto dei diritti umani. L’episcopato cattolico statunitense, ricordando soprattutto l’insegnamento della Chiesa e l’incessante attività diplomatica di sensibilizzazione sul tema condotta dalla Santa Sede, «vede l’adozione del Trattato sul commercio da parte delle Nazioni Unite come un passo positivo nella promozione dei diritti umani e della dignità e nella costruzione di un mondo più pacifico». Il documento, si osserva con una puntualizzazione, «non è perfetto, ma è un passo importante».

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21 agosto 2019

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