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Un Papa amico del dialogo

· Il grazie di cristiani, ebrei e musulmani ·

Espressioni di riconoscenza per l’impegno del Papa a favore del dialogo si susseguono in queste ore da parte dei rappresentanti cristiani e delle altre comunità religiose. Nel segno dell’amicizia sono le parole del Patriarca ecumenico, Bartolomeo: Benedetto XVI, ha sottolineato l’arcivescovo di Costantinopoli, «con la sua saggezza e la sua esperienza avrebbe potuto dare ancora molto alla Chiesa e al mondo intero. Noi ortodossi lo considereremo sempre come un amico della nostra Chiesa e fedele servitore della causa dell’unità di tutti». Di «dinamica positiva nei rapporti tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica» ha parlato il metropolita di Volokolamsk, Hilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca. Il rappresentante ortodosso ha osservato che la decisione di Benedetto XVI «deve essere considerata un atto di coraggio personale e di umiltà». Il metropolita Hilarion ha quindi espresso, a nome della comunità russa, gratitudine al Papa «per la comprensione dei problemi che ostacolano la piena normalizzazione delle relazioni tra ortodossi e cattolici, soprattutto in regioni come l’Ucraina occidentale».

La decisione di Benedetto XVI è stata accolta con parole di «rispetto e apprezzamento» anche dal segretario generale del World Council of Churches (Wcc), Olav Fykse Tveit. «Con profondo rispetto — ha affermato il reverendo Tveit — abbiamo visto come egli abbia preso la responsabilità e i pesi del suo ministero in età avanzata, in un momento molto impegnativo della Chiesa».

Dalla Francia arriva il commento della comunità di Taizé. «In questo momento desidero esprimere la mia gratitudine per la fiducia che ha sempre dimostrato nei confronti della nostra comunità»: il priore, fratel Alois, ha sottolineato con queste parole l’affetto da sempre ricevuto da Benedetto XVI. «Appena sei settimane fa, il 29 dicembre — ha ricordato fratel Alois — ci ha accolto calorosamente, con decine di migliaia di giovani del nostro incontro europeo, per una preghiera in Piazza San Pietro. Quindici giorni più tardi, ha fatto riferimento a questa preghiera come a “un momento di grazia in cui abbiamo sperimentato la bellezza di formare in Cristo una cosa sola”».

I legami profondi del Papa con la comunità ebraica sono stati ricordati nelle parole pronunciate dal rabbino capo d’Israele, Yona Metzger: «Lo ringraziamo per quanto ha fatto negli anni di pontificato, una missione nel corso della quale ha operato per avvicinare le religioni e per diffondere la causa della pace nel mondo. Sono rimasto molto colpito dalla sua personalità, e voglio pensare che la tradizione da lui iniziata sarà portata avanti».

Da parte sua il il gran imam di Al Azhar — la più prestigiosa istituzione universitaria dell’islam sunnita — si è detto «scosso» alla notizia della decisione del Papa. E il presidente della Muhammadiyah (la più grande organizzazione musulmana in Indonesia), Din Syamsuddin, ha affermato che l’impegno di Benedetto XVI per il dialogo «è un proposito che dobbiamo raccogliere e rafforzare nel futuro».

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16 ottobre 2019

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