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​Per un paese fondato
sull’armonia religiosa

· L’episcopato indonesiano sulle elezioni nazionali ·

Alle prossime elezioni generali il voto dei giovani cattolici «conterà davvero, in linea con i valori pluralisti dello stato», evitando l’astensionismo e ricordando sempre «l’eredità politica» dell’impegno cattolico nella storia dell’Indonesia: così, in un videomessaggio, si è espresso il presidente della Conferenza episcopale indonesiana (Kwi) e arcivescovo di Jakarta, Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, che ha rilanciato l’appello diffuso nei giorni scorsi dalla Chiesa locale. Un invito a «scegliere con cura e con coscienza “buoni candidati”, esprimere un voto libero da condizionamenti ed esercitarlo con responsabilità».

L’appello è stato elaborato insieme con la Commissione episcopale per i laici in vista delle elezioni generali del 17 aprile, quando, nel paese a più larga maggioranza islamica del mondo, si rinnoveranno 575 seggi al parlamento, diverse assemblee regionali e legislature locali, ma soprattutto sarà eletto il nuovo presidente. Gli indonesiani sceglieranno tra quello attuale, Joko Widodo, e il generale Prabowo Subianto.

Nel comunicato, sempre nello spirito della Pancasila — il principio di tolleranza e di collaborazione tra le tradizioni religiose su cui si basa lo stato indonesiano — si esortano i fedeli a considerare la provenienza dei candidati e quello che hanno fatto per la nazione. «Il paese ha bisogno di politici buoni e responsabili». Viene inoltre ribadito che «è obbligo morale dei cattolici votare ed eleggere persone adatte alle posizioni politiche» e che comunque la politica non deve essere vista con disprezzo ma come una «cosa buona, come la più alta forma di carità, poiché la sua natura originaria è quella di contribuire e costruire il bene comune: per questo è necessario anche l’apporto dei cattolici con il loro patrimonio di valori di onestà, trasparenza, solidarietà, rispetto dei diritti umani».

L’importanza di un voto consapevole è stata ribadita anche dal segretario esecutivo della Commissione per l’apostolato dei laici della Kwi, padre Paulus Christian Siswantoko: «I cattolici vivono la competizione elettorale e partecipano alla politica in senso ampio. Auspichiamo che si rispetti un percorso legale e trasparente nella campagna elettorale e durante le elezioni, guardando con discernimento i temi e i candidati, nella prospettiva di una buona governance e del bene comune del paese». Ai candidati in particolare è richiesto che siano «persone che promuovano, alimentino e sostengano i valori democratici e pluralisti dell’Indonesia, rigettando in particolare l’intolleranza e le forme di fondamentalismo e violenza».

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20 agosto 2019

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