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Un paese chiamato don Bosco

· Sull’immagine sociale del fondatore dei salesiani ·

«Percezione della figura di don Bosco all’esterno dell’opera salesiana dal 1879 al 1965» è il titolo del VI convegno internazionale di studi organizzato dall’Associazione dei cultori di storia salesiana, in collaborazione con l’Istituto storico salesiano. Si tiene a Torino dal 28 ottobre al 1° novembre 2015, con la partecipazione di studiosi laici e membri della famiglia salesiana di quattro continenti. Le quaranta ricerche presentate non intendono ripercorrere l’iter biografico del santo piemontese, ma l’immagine sociale ed ecclesiale che si è sviluppata lungo un secolo per sondare le risonanze differenti nei diversi contesti in cui si è inserita l’opera salesiana. Trattandosi di un fondatore molto amato e rappresentativo si è delimitato lo scavo a persone e ambienti esterni alle due congregazioni religiose fondate dal santo, escludendo ad esempio scuole o chiese dedicate a don Bosco, biografie, monumenti, libri, opere d’arte o riviste periodiche pubblicate in ambiente salesiano. In altre parole, interessa la proiezione esterna, sociale e culturale, educativa, religiosa e ideale del personaggio don Bosco; il contenuto passato nella comunicazione e come è stato percepito nel territorio indagato.

L’esplorazione della percezione diffusa dell’immagine di don Bosco è stata articolata intorno ad alcune aree di ricerca, come la recezione di don Bosco in altre congregazioni religiose, nell’associazionismo, sui giornali e le riviste non salesiane, nell’arte, nella letteratura popolare e perfino nei testi delle canzoni. Particolarmente interessante si rivela l’area di ricerca urbanistica e toponomastica: strade, piazze, quartieri, giardini, parchi, centri sociali (basti pensare al paese o alla stazione ferroviaria Don Bosco in Argentina).

L’approfondimento riguarda quindi in modo prioritario la storia della mentalità, con un approccio transnazionale, in certo modo connaturale a una congregazione internazionale. Il periodo indicato per lo studio va dal 1879 — anno di pubblicazione di un testo che presenta di passaggio la figura di don Bosco e si concentra sulle opere salesiane, scritto da un sacerdote diocesano, pertanto esterno alla Società salesiana — fino al 1965, conclusione del concilio Vaticano ii (con qualche eccezione per il periodo più recente).

Alcune domande trasversali accomunano aree di ricerca tanto diverse. La percezione della figura di don Bosco, in diverse aree geografiche, culturali e su diversi piani di lettura ha a che fare con la formazione della matrice identitaria di qualche popolo o gruppo in costruzione? La simbolizzazione dei valori appartiene solo all’area educativa, religiosa, o incide anche nell’identità collettiva sotto il profilo sociale o anche civile e politico? E dunque si può provare che l’elemento religioso sia un fattore politico, nel senso più ampio del termine, secondo i contesti e i protagonisti? Probabilmente l’America latina, specie l’Argentina, ha qualcosa di indicativo in merito, e forse non è l’unico contesto.

Come si è sviluppato il riferimento al santo piemontese nella geografia e nella diacronia? Quali ritmi di diffusione si possono identificare a livello transnazionale?

Quali aree risultano privilegiate e più sensibili? Quali aspetti della vita di don Bosco appaiono cioè più valorizzati? Quali sono stati maggiormente divulgati al di fuori delle case salesiane?

La documentazione raccolta e studiata contribuisce a chiarire se e quanto la figura di don Bosco sia penetrata nelle culture e nelle comunità ecclesiali, le abbia potute influenzare in certi periodi, nel raggio della storia locale o di un intero Paese.

La figura poliedrica di don Bosco non può essere esaurita da quanto è stato raccolto per questa occasione, tuttavia la sua proiezione geografica e sociale molto ampia attesta la presenza di un capitale umano e spirituale più o meno o meglio recepito, che interpella non solo gli studiosi, ma anche chi a diverso titolo è ancora oggi responsabile della sua diffusione. Lo svolgimento dei lavori del convegno è articolato in tre sessioni: il 30 ottobre sarà riservato al pellegrinaggio a Colle don Bosco, culla della sua vicenda terrena, e alla visita alla casa madre delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Nizza Monferrato con l’archivio storico in allestimento; tutti i testi saranno disponibili nel sito creato appositamente: congressoacssatorino2015.altervista.org

di Grazia Loparco

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22 maggio 2019

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