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Un ottimista con il vangelo

· L’attività missionaria di Francesco Saverio in Giappone ·

«Tra passato e futuro, la missione della Chiesa Cattolica in Asia: il contributo della Sophia University» è il tema del simposio internazionale che si è svolto a Roma, il 14 e il 15 marzo alla Pontificia Università Gregoriana, in occasione del centenario dell’università fondata dai gesuiti in Giappone.

«Gregorio XIII approva la fondazione dei collegi della Compagnia di Gesù» (fine XVI secolo, Roma, Pontificia università gregoriana )

Nello stralcio di una delle relazioni presentate Shinzo Kawamura ricostruisce l’attività missionaria di Francesco Saverio in Giappone esaminandola sotto due aspetti: “evangelizzare” ed “essere evangelizzati”. Non propone nuove dottrine accademiche o nuovo materiale. Piuttosto, dà uno sguardo nuovo alla vita di Francesco Saverio, soprattutto ad alcuni eventi particolari della sua vita in Giappone, e riflettere sulla loro importanza per il lavoro evangelico nel mondo attuale.

Intendendo ottenere l’autorizzazione ufficiale per il suo lavoro missionario, Francesco Saverio si recò perfino nella capitale Kyoto, domandando udienza allo shogun e all’imperatore, ma nella città, all’epoca tormentata dalla guerra, rifiutarono di accoglierlo. Profondamente deluso, Saverio lasciò la capitale dopo soli dieci giorni. Compì questo viaggio in pieno inverno. Si narra che di notte, mentre cercava di dormire in una piccola capanna gelida, poiché non aveva nemmeno una coperta per riscaldarsi, abbia intrecciato un po’ di paglia che aveva a disposizione, creando una sorta di tappetino, e l’abbia utilizzato per coprirsi e cercare di riscaldarsi. In un paesaggio ricoperto da neve argentea, lo scenario che lo circondava era o bianco o nero. Si racconta però che, pur in questa situazione, abbia estratto dalla sua borsa un paio di mele e, gettandole in aria, si sia messo a ridere e a giocare come un bambino. Forse quelle mele rosse erano cresciute in mezzo a quel paesaggio imbiancato dalla neve.

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23 novembre 2017

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