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Un oratorio
per i forzati della vittoria

· Come nacque la squadra del San Lorenzo de Almagro ·

Ad Almagro nei primi anni del Novecento una squadra vera non c’è. C’è però un combattivo gruppo di ragazzini fra i dodici e i quindici anni di età che, sotto l’egida del carismatico Federico Monti detto El Carbuña, perché impiegato nel negozio di famiglia, una rivendita di carbone, a fine giornata invade l’angolo fra Calle México e Calle Treinta y Tres Orientales, giocandosi reputazione e gloria con il pallone. Con il grande Monti (ancora oggi considerato una delle figure più importanti della storia del club), ci sono, tra gli altri, anche il suo amico del cuore e fedele scudiero Antonio Scaramusso, il “Petiso” Gianella, Xarau, Assali, Gorena e i fratelli

Ed è in una sera come tante che El Carbuña Monti si riunisce con gli amici del quartiere per giocare. Stavolta però c’è qualcosa di diverso, di inedito: uno spettatore, che si affaccia dalla porta dell’oratorio antistante il crocevia. Si tratta del neoarrivato curato, una figura ancora semisconosciuta e tendenzialmente non molto ben vista nel quartiere, in particolar modo da Monti che, provenendo da una famiglia la cui unica fede era il socialismo, non aveva molto feeling con los cuervos (“i corvi”, come vengono chiamati in modo dispregiativo i preti in Argentina). Manara. C’è anche un nome ufficiale: Los Forzosos de Almagro (dove il termine “forzosos” esprime il concetto di «forzati», obbligati a vincere sempre per l’onore del quartiere, come spiegherà direttamente Scaramusso). C’è anche un motto: Para vencernos hay que romperse todos (“per batterci bisogna rompersi tutto”). Mancano solo un paio di cose, fondamentali: un campo e un avversario.

Padre Lorenzo Massa è appassionato di sport in generale. Il calcio però è in assoluto il suo gioco preferito e lancia la proposta: io in oratorio ho un campo dove potete giocare e ve lo concedo, voi in cambio venite a messa e al catechismo. Da lì comincia a delinearsi l’orizzonte: i ragazzi sistemano il campo (inizialmente malconcio come tutto il resto dell’oratorio), lo sfruttano tutti i giorni della settimana e la domenica partecipano alla funzione religiosa, compito reso meno gravoso dalle generose quantità di cioccolato provenienti dalla sagrestia. I ragazzi imparano anche a leggere e scrivere: la comunità è formata, il passo successivo è quello di fondare ufficialmente la squadra per poter partecipare al campionato.

Stefano Borghi

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20 novembre 2018

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