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Un Natale dedicato
ai cristiani dell’Iraq

· In segno di solidarietà il governatore di Kirkuk ha proclamato il 25 dicembre giorno festivo ·

Baghdad, 16. Digiuno, preghiera e penitenza nei tre giorni che precedono il Natale e l’invito a rinunciare a musica e balli in occasione delle festività natalizie e del Capodanno.

Sono questi, in sintesi, i gesti di penitenza che il patriarca di Babilonia dei Caldei, monsignor Louis Raphaël i Sako, propone a tutti i fedeli della Chiesa caldea per invocare la liberazione di Mosul e della Piana di Ninive e per manifestare una vicinanza concreta e solidale a tutti i profughi iracheni, costretti ad abbandonare le città e i villaggi caduti sotto il controllo delle forze jihadiste del cosiddetto Stato islamico (Is). Intanto, per esprimere in maniera pubblica la solidarietà delle istituzioni e di tutta la società verso i cristiani, il governatore della provincia di Kirkuk ha dichiarato il prossimo 25 dicembre giorno festivo. In occasione del Natale tutte le istituzioni pubbliche della provincia, comprese le scuole, osserveranno un giorno di riposo.

«Nel tempo di Avvento — ha scritto monsignor Sako in un messaggio — ci si prepara al Natale con il digiuno, la preghiera, la penitenza e le opere di carità». Il patriarca ricorda di aver visitato in questi giorni alcuni campi profughi ad Ankawa, ad Alqosh e nei villaggi di Amadiya e Aqra: «Ho incontrato i preti di Zakho e ho sperimentato quanto è pesante e dolorosa la loro croce». Per questo, monsignor Sako chiede «a tutti i figli e a tutte le figlie» della Chiesa caldea di praticare il digiuno stretto da lunedì 22 fino alla sera del 24 dicembre, per invocare dal Signore il dono della liberazione di Mosul e della Piana di Ninive, così che tutti i rifugiati possano finalmente «ritornare in sicurezza alle proprie case, al proprio lavoro e alle proprie scuole».

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