Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Un movimento ecumenico per la giustizia ecologica

· Giovani cristiani a Durban in occasione della conferenza delle Nazioni Unite ·

«Youth for Eco-Justice» è il titolo di un incontro per giovani cristiani organizzato dal World Council of Churches (Wcc) e dalla Lutheran World Federation (Lwf) a Durban, in Sudafrica, dal 26 novembre al 10 dicembre, in occasione della XVII conferenza internazionale sui cambiamenti climatici promossa dalle Nazioni Uniti. L’appuntamento è stato pensato soprattutto come un momento di formazione e di confronto tra giovani di tradizioni cristiane diverse, per una più attiva partecipazione all’azione delle Chiese e comunità ecclesiali a favore di un ripensamento delle politiche di sfruttamento delle risorse naturali.

Il programma, oltre alla partecipazione ad alcuni momenti significativi della conferenza internazionale, prevede degli incontri di approfondimento sulla Bibbia, in modo da rendere sempre più evidenti le radici dell’impegno ecumenico e delle iniziative delle singole Chiese.

I giovani avranno modo anche di confrontarsi con esperti, presenti a Durban per la conferenza dell’Onu, per un’informazione più diretta sulle difficoltà politiche che stanno accompagnando la definizione di un programma condiviso che metta un limite al progressivo inquinamento del pianeta, il quale determina nuove situazioni di povertà e di emarginazione. L’incontro sarà anche l’occasione per pensare a nuove iniziative ecumeniche, soprattutto nelle comunità locali, delle quali i giovani sono chiamati a farsi promotori. Particolare attenzione sarà inoltre rivolta ai conflitti che si stanno accendendo per il controllo delle risorse idriche nel pianeta, per cercare delle strade pacifiche alla soluzione delle controversie. E che siano in grado di rimuovere le profonde ingiustizie che tali conflitti hanno determinato, soprattutto nei Paesi più poveri. Si tratta quindi anche di promuovere una campagna di informazione capillare per una produzione e per un consumo dell’acqua a livello globale, nel quale la giustizia sia l’elemento fondamentale. Dal momento che la battaglia per l’acqua è strettamente connessa, così come è stato ricordato dalla Chiesa cattolica insieme a tanti altri cristiani in questi ultimi anni, alla distribuzione del cibo e della terra in tante comunità locali.

Ai giovani cristiani viene chiesto, in pratica, di partecipare sempre più attivamente a quanto il movimento ecumenico sta facendo da anni, offrendo un contributo peculiare in modo da creare reti e progetti nuovi per intervenire attivamente nel dibattito su come coniugare sviluppo sostenibile e green economy nell’ambito della lotta contro le violenze economiche e morali. I giovani cristiani devono contribuire alla promozione di una giustizia sociale ed ecologica in un tempo nel quale la crisi economica da una parte sembra sollecitare un ripensamento generale del sistema produttivo e dall’altra spingere sempre più verso un mercato che metta al centro solo il profitto, dimenticando i valori umani dei quali i cristiani sono determinati sostenitori.

Il seminario di formazione, preceduto da un lungo lavoro preparatorio che ha già portato alla condivisione di esperienze e di speranze per un diverso sviluppo del mondo, si pone quindi in stretto contatto con i programmi che vedono coinvolti, da anni, le organizzazioni ecumeniche, le Chiese e le comunità ecclesiali nel tentativo di interrompere quella spirale di ingiustizia e di povertà che nasce dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, dall’acqua ai prodotti della terra. Si è venuta configurando un’azione ecumenica che ha coinvolto i cristiani in molti modi e in tanti luoghi. Oltre ai numerosi interventi della Chiesa cattolica a vario livello — dagli appelli del Pontefice alle iniziative continentali, alle giornate nazionali per la salvaguardia del creato — così come ai ripetuti messaggi del Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, si devono ricordare i progetti del Wcc proprio su giustizia, pace e integrità della creazione, che hanno dato origine, tra l’altro, a una rete per una riflessione ecumenica sull’acqua, a una campagna per una giustizia del creato e a un progetto sul rapporto tra povertà, ricchezza ed ecologia. La Federazione mondiale luterana, da parte sua, ha lanciato un programma di scambio di informazioni tra movimenti giovanili impegnati su questi temi, raccogliendo così oltre cento gruppi da quarantacinque Paesi diversi.

In tale prospettiva, una parte fondamentale dell’incontro formativo per i giovani cristiani è la partecipazione ai momenti di carattere ecumenico, organizzati a margine della conferenza di Durban, proprio per ricordare quale sia l’importanza attribuita dai cristiani nella definizione di un politica nuova nei confronti delle risorse naturali nel mondo, tanto più in Africa. Il vescovo anglicano Geoff Davies, direttore del Southern Africa Faith Communities Environmental Institute, si è fatto portavoce di un appello, We have faith , con il quale i cristiani hanno chiesto a tutti i partecipanti alla conferenza di Durban un impegno concreto per un cambiamento nella politica nei confronti del creato, trovando anche l’appoggio di musulmani ed ebrei, con i quali si è raggiunta una profonda sintonia. «Questa è la sola casa che abbiamo», ha detto, in occasione dell’apertura della Conferenza di Durban, l’arcivescovo anglicano Desmond Tutu, da anni una delle voci più ascoltate nella campagna per una giustizia del creato.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

17 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE