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Un monito
a non dimenticare

· Il restauro del palazzo dei Convertendi a Roma ·

L’antico palazzo dei Convertendi nel 1580 fa da sfondo al passaggio della processione per la traslazione delle spoglie di san Gregorio Nazianzeno a San Pietro in un dettaglio del ciclo pittorico realizzato da Antonio Tempesta e Matthijs Bril

Lungo via della Conciliazione viene svelato, il 29 settembre, dopo un restauro che ha richiesto circa un anno di lavoro, il fronte del palazzo dei Convertendi, mostrando la bellezza di un nuovo volto che ripercorre e ripropone una storia plurisecolare. Lo scrivono Maria Mari e Paola Brunori sottolineando che l’edificio, che gode del beneficio di extraterritorialità, fa parte del Patrimonio della Sede Apostolica, di competenza del nuovo Dicastero della Segreteria per l’economia.

Nel linguaggio quotidiano il termine “bellezza” appare parola abusata e, di conseguenza, destituita di mordente e di presa, quasi che il suo significato si sia diluito e banalizzato in usi impropri: la parola, quasi fosse decaduta, nel parlare corrente viene sostituita da locuzioni spesso diminutive rispetto al senso semplice e primigenio di questo termine. La parola bellezza, invece, riprende potentemente senso e misura quando si reincarna in qualcosa che improvvisamente ci si materializza di fronte, colpendoci per l’appropriatezza, la misura, la giustezza di ciò che ci presenta.

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17 settembre 2019

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