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Un mondo magnifico
avvelenato ogni giorno

· Ambiente e future generazioni in un incontro organizzato in Pakistan da francescani e Caritas ·

Karachi, 11. Sviluppare una riflessione sul concetto di ambiente, in modo da innescare una conversione nel rapporto tra società civile e natura, per cambiare il rapporto con l’uso delle risorse umane e naturali, e far sì che le generazioni future guardino alla madre terra come a un dono e non come a qualcosa di generato dall’uomo per imporre i propri interessi: questo, in estrema sintesi, l’obiettivo dell’incontro svoltosi nella parrocchia dell’Immacolata Concezione a Kotri, nella diocesi di Hyderabad in Pakistan, e promosso dal centro francescano «Giustizia, pace e integrità del creato», insieme alla Caritas.

L’evento — riferisce AsiaNews — è stato organizzato per celebrare la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, svoltasi il 1° settembre.

«Oggi — ha sottolineato in apertura dell’incontro Danish Yaqoob, funzionario della commissione Giustizia e pace del Pakistan — riflettiamo sull’enciclica di Papa Francesco che ha deciso di celebrare una Giornata mondiale di preghiera il 1° settembre di ogni anno. Realizziamo il nostro rapporto con la creazione di Dio e con il suo popolo intero: uomini e donne, gruppi religiosi ed ecclesiastici, commissioni e gruppi sociali, organizzazioni nazionali e internazionali, in particolare con quelli che lavorano per la cura del creato».

Citando la Laudato si’ Mansha Noor, segretario esecutivo di Caritas Pakistan Karachi, ha condiviso le preoccupazioni del Pontefice sulle implicazioni che il cambiamento climatico ha a livello ambientale, sociale, economico, politico e nella distribuzione dei beni. «La cosa peggiore — ha spiegato Noor — è l’impatto negativo che l’abuso di risorse naturali ha sui Paesi in via di sviluppo».

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26 gennaio 2020

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