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Un mondo di disoccupati

· Rapporto annuale dell'Ufficio internazionale del lavoro ·

Il numero dei disoccupati nel mondo ha raggiunto la ragguardevole cifra di 212 milioni di persone. Lo ha reso noto l'Ufficio internazionale del lavoro (Ilo) nel rapporto annuale sulle tendenze mondiali dell'occupazione, precisando che tra il 2007 — anno che ha preceduto l'avvio della grave crisi economico finanziaria mondiale — e il 2009, il tasso di disoccupazione è aumentato di o,9 punti percentuali, portando la cifra globale al 6,6 per cento.

E sulla base delle previsioni economiche dell'Fmi, l'Ilo ha stimato che la disoccupazione globale tenderà a rimanere elevata anche nel 2010. Per quest'anno, nelle economie avanzate e nei Paesi dell'Ue l'Ilo ha calcolato un incremento dei disoccupati di tre milioni di persone, mentre nelle altre regioni i tassi si stabilizzeranno ai livelli attuali o diminuiranno solo lievemente. Dopo aver messo in guardia dal pericolo di una ripresa senza impiego, l'Ilo ha inoltre rilevato che il numero dei giovani disoccupati è aumentato di 10,2 milioni tra il 2007 e il 2009, l'incremento più elevato dal 1991 (primo anno per il quale sono disponibili dati statistici).

A livello mondiale, il tasso di disoccupazione varia sensibilmente a seconda delle regioni, passando dal 4,4 per cento dell'Asia orientale a oltre il 10 per cento dell'Europa centrale e sudorientale (non Ue), della Comunità degli Stati indipendenti (Csi, 2 punti percentuali) e dell'Africa del nord. Le altre regioni hanno registrato degli aumenti più limitati (o,5 per cento).

Il settore che ha risentito maggiormente della crisi occupazionale è quello industriale. In Asia orientale, lo scorso anno la disoccupazione è salita progressivamente al 4,4 per cento, partendo dal 3,8 per cento del 2007. Le regioni del sudest asiatico e del Pacifico comprendono un insieme di economie che dipendono fortemente dal commercio internazionale e dai flussi di investimenti esteri. L'Ilo ha stimato che nella regione il numero dei lavoratori in situazione vulnerabile è aumentato di 5 milioni nel 2008.

L'Europa centrale e sudorientale (non Ue) e la Csi sono le regioni del mondo che hanno subito le conseguenze peggiori della crisi. Effetti che si sono tradotti in un aumento del tasso di disoccupazione di 2 punti percentuali, dall'8,3 per cento nel 2007 al 10,3 per cento nel 2009. Nell'Africa settentrionale, l'Ilo ha stimato che il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel 2009 il 10,5 per cento, prevedendo che resterà elevato anche nel 2010, intorno al 10,6 per cento. Ciò comporterebbe un aumento di circa 300.000 persone senza lavoro rispetto al 2009. Complessivamente, la difficile situazione del mercato del lavoro prima della crisi ha accentuato l'impatto di una crescita economica ridotta e per gli esperti la regione avrà bisogno di molto tempo per riprendersi. In America Latina e nei Caraibi, secondo le stime, il tasso di disoccupazione è passato all'8,2 per cento, registrando solo nel 2009 un aumento di 4 milioni di senza lavoro. Nella zona mediorientale, il tasso regionale non è aumentato in maniera rilevante tra il 2007 e il 2009 e l'Ilo ha previsto che resterà invariato anche nel 2010, attorno comunque al 9,3 per cento.

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